Gioco
Una residente di via della Madonna: mi hanno distrutto l’auto per ritorsione
Lo sfogo dopo i vandalismi nel fine settimana in Venezia: me l’hanno fatta pagare per aver denunciato quello che succede qui
LIVORNO. Cerchi, linee, graffi. E’ una furia selvaggia di sfregi geometrici incisa sulla carrozzeria di sportelli e cofano della sua Opel Agila. Nel mirino c'è l'auto di Ines Milella, una delle residenti del triangolo rosso della Venezia che, insieme agli altri abitanti, si ribella ai vandalismi sotto casa del fine settimana. L'amara sorpresa arriva proprio nel giorno del suo 61esimo compleanno.
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«Non credo al caso, questa è una vendetta: il fatto che abbia pubblicamente denunciato i graffi alla macchina accumulati sotto casa in tutti questi mesi alla macchina ha scatenato ancora ritorsioni da parte di questi delinquenti, ma io non ho paura», si sfoga la donna colpita ancora una volta da mani moleste che, da tempo, si accaniscono ripetutamente sui suoi mezzi di trasporto, sia automobile che scooter.
Lei abita in via della Madonna 50. La strada, insieme a via dei Pescatori e agli Scali del Pesce, troppo spesso viene travolta da una movida selvaggia che sfocia in scontri tra chi abita nei condomini e quei giovani che fino a tarda notte sostano fuori, sulla spalletta e per strada, fuori dal pub La Strega. Proprio come è accaduto in questo weekend appena trascorso.
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«Due mesi fa ho avuto tutte e quattro le gomme dell'auto tagliate, poi ho perso il conto degli sfregi alla carrozzeria e nel mirino c'è finito anche il parabrezza del motorino: ogni volta denuncio alle forze dell'ordine questi episodi perché mi voglio tutelare», continua lei che non vuole accettare passivamente queste prepotenze. Eccessi che nella notte tra sabato e domenica scatenano l'ennesimo Far West nel quartiere, tra petardi, schiamazzi e rumori molesti. L'alcol che scorre a fiumi fa la sua parte: basta un occhio alla spalletta lungo via della Madonna per vedere, la mattina, i resti di bottiglioni di vino low cost con tutta probabilità comperati ai supermercati per poi essere tracannati da gruppi di ragazzini durante la serata.
Così, l'altra notte un residente reagisce esasperato gettando sulla folla urlante due secchiate d'acqua. Nel secondo lancio anche il contenitore finisce giù, danneggiando un'auto in sosta. La "ribellione" del condomino accende la reazione del branco. Prima si comincia a lanciare bottiglie e sassi nel terrazzo dell'uomo, poi l'assalto al portone del palazzo al numero civico 50, con vetrata sfondata e cocci dappertutto. La scena da guerriglia urbana si manifesta in tutta la sua gravità la mattina: nella zona rossa ci sono vetri dappertutto sul marciapiede e per strada, tracce di sangue, fazzolettini intrisi, bottiglie, sporcizia. Sono resti di nottate brave che, aimé, nessuno ripulisce a dovere.
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Energia da vendere, nonna tutto fare, Milella vuole reagire a tutto questo. «Il silenzio è complice», tuona. Racconta anche come sia difficile passare in auto di notte, sempre nel fine settimana, da via della Madonna per rientrare a casa: «Sabato sera ero a cena fuori - continua - Con il mio compagno siamo rientrati intorno a mezzanotte e per fare poche centinaia di metri in macchina ci ho impiegato più di venti minuti: ci sono centinaia di ragazzi per strada che non ti fanno passare, ti offendono. Eppure io voglio passare di lì, perché nessuno mi può togliere la libertà di tornare a casa».
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