La protesta
«Il centro punta sulla qualità ma ora va aiutato di più»
Ammannati (Arca): «Servono parcheggi mentre i vigili vengono col carroattrezzi» E su Porta a Terra: «Riusciremo a reggere, non abbiamo paura del Nuovo Centro»
LIVORNO. «Alle Fonti del Corallo abbiamo retto, non abbiamo paura del Parco Levante». E il centro? «Rischia di risentirne un’altra volta: deve puntare sulla qualità, ma deve anche essere aiutato di più». Marco Ammannati non parla a caso. E non si può dire che nello scacchiere della concorrenza incrociata tra colossi della grande distruzione e centro città sia di parte: gestisce sia lo storico Arca in via Marradi che i punti vendita Swarovski in via Grande e nella galleria commerciale delle Fonti del Corallo.
È da operatore di Porta a Terra che parla all’inizio, quando ripete che «non vogliamo passare come i “parenti” che vanno in difficoltà perché ora c’è il Nuovo Centro: alle Fonti del Corallo siamo più di 50 negozi, ristorazione, due bar che funzionano, una Ipercoop di 8mila metri, il parcheggio sotterraneo. Abbiamo tenuto e terremo». La reazione arriva dopo il boom registrato domenica al Parco Levante, quando le auto parcheggiate al Nuovo Centro (nel weekend del debutto) e quelle in sosta in via Graziani raccontavano di una Porta a Terra un po’ sofferente e di una concorrenza tra le due aree vicine e parenti.
«Forse abbiamo registrato qualche presenza in meno per l’ovvia curiosità – controbatte Ammannati – ma sabato nella galleria di Porta a Terra c’erano più di 12mila persone, domenica più di 9mila. Il mio negozio ha incassato anche di più rispetto alle domeniche precedenti. È chiaro che se non ci fosse stata un’altra area commerciale sarebbe stato meglio, ma ci sono negozi diversi e non abbiamo paura, possiamo convivere».
Ma i due colossi possono convivere con il centro? «In centro forse abbiamo sentito di più il contraccolpo, ma non come in passato, quando di contraccolpi ne avevamo già subiti parecchi». Ammannati risponde da operatore di via Marradi, «in accordo anche con molti dei miei colleghi»: «Il centro punta già e deve puntare sulla qualità, offrendo un prodotto migliore, un’assistenza al cliente più familiare. Ce la possiamo ancora fare, però non possiamo essere penalizzati. A Porta a Terra non ci sono problemi di parcheggio, al Nuovo Centro idem, la protezione civile va addirittura a fare il lavoro dei vigili urbani». In realtà va detto che è stata la coop Levante a contattare in forma privata l’Associazione volontari di protezione civile (Radio club Fides). «Invece in centro – riprende – c’è solo l’Odeon, che ha i problemi che conosciamo per essere raggiunto. Da un mese i vigili si portano addirittura dietro il carroattrezzi: non fanno più solo la multa, portano direttamente via le auto. Un decisionismo che non c’era mai stato e che spaventa i clienti. Vorrei ricordare che anche in centro lavorano centinaia di persone».
Ammannati snocciola un paio di proposte: «Avevamo già parlato con gli assessori e chiesto di lasciare che anche i non residenti potessero parcheggiare nella zona di Fabbricotti, magari a pagamento, per poi restituire in via esclusiva le soste ai residenti ogni sera. Avevamo chiesto anche il solito parcheggio lungo il marciapiede in via Marradi nel periodo natalizio. Aurigi e Gordiani avevano detto che avrebbero valutato e ci avrebbero fatto sapere, ma ancora niente. Abbiamo proposto anche di investire di più sull’arredo urbano, invece in piazza Attias è arrivato un container».
L’occhio si allarga nel Pentagono, verso via Grande: «C’è chi ha avanzato l’ipotesi di pedonalizzare il centro. Ok, parliamone, potrebbe anche andarci bene, ma rendiamo più bello il centro (arredo urbano, pulizia, iniziative), assicurando allo stesso tempo adeguati servizi all’esterno, partendo dalla possibilità di parcheggiare».
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