Il Tirreno

Livorno

Interrogazione in Regione sull’inchiesta per peculato contro l’ex direttore dell’Asl 6 Porfido

Eugenio Porfido
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Eugenio Porfido

Livorno, Eugenio Porfido è indagato di peculato per l’uso dell’auto blu, l’interrogazione presentata dal consigliere di Forza Italia Mugnai

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LIVORNO. Un’interrogazione in Regione per fare chiarezza sull'uso che l'ex direttore generale della Asl 6 di Livorno Eugenio Porfido ha realmente fatto dell'auto aziendale. A presentarla il vicepresidente della Commissione sanità del Consiglio regionale Stefano Mugnai (Forza Italia), la cui iniziativa è scattata a seguito della notizia del fascicolo aperto dalla procura di Livorno sulle accuse di peculato.

«Nella lettera - scrive Mugnai nel suo atto - si accusa l'ex direttore generale dell'Asl 6 di Livorno Eugenio Porfido, attualmente vicecommissario della stessa azienda, di un uso improprio dell'auto di servizio, ovvero di aver utilizzato l'auto di servizio per esigenze personali che esulano dal contratto con la Regione. Da parte del direttore non c'è stata nessuna presa di posizione o risposta ai giornali, e la Procura quindi avrebbe dato seguito alle indagini per presunto peculato. Si rende dunque opportuno un chiarimento da parte della giunta sulla notizia».

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Per questo l'esponente di Forza Italia domanda «se risulta che ci sia stato un uso improprio dei mezzi di servizio in dotazione alla Asl di Livorno da parte dei vertici dell'Azienda». L’interrogazione prevede una risposta scritta attesa nei prossimi giorni.

Intanto in Procura proseguono gli accertamenti per verificare quale uso potesse fare Porfido dell’auto blu nei due anni, tra il 2013 e il 2015, durante i quali è stato direttore generale dell’azienda ospedaliera. E soprattutto se il contratto firmato con la Regione prevedesse anche, come sostengono le accuse, viaggi fuori dalla Toscana, in particolare nel bergamasco dove vivono alcuni parenti.

In questa ottica gli investigatori coordinati dal pubblico ministero Daniele Rosa stanno pensando di convocare lo stesso Porfido in via Falcone e Borsellino per chiedergli conto dell’uso dell’auto aziendale. A quel punto il dirigente potrà decidere di chiarire la sua posizione, presentare una memoria oppure avvalersi della facoltà di non rispondere e attendere l’esito delle indagini.

 

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