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Il Comune ricorre contro l’Ato: nasce da legge incostituzionale

Il Comune ricorre contro l’Ato: nasce da legge incostituzionale

LIVORNO. Ieri mattina il Comune ha depositato un ricorso al Tar contro la legge regionale che ha istituito gli Ato. L’atto è stato firmato dall’avvocato Claudio Fiori - a cui l’amministrazione si è...

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LIVORNO. Ieri mattina il Comune ha depositato un ricorso al Tar contro la legge regionale che ha istituito gli Ato. L’atto è stato firmato dall’avvocato Claudio Fiori - a cui l’amministrazione si è affidata - e dal legale di palazzo civico Paolo Macchia.

Il ricorso, secondo il sindaco Nogarin, rappresenta la ciliegina sulla torta della volontà del Comune di non abbandonare Aamps. E avrà un effetto esplosivo, perché potrebbe comportare «lo stop non solo alla gara per RetiAmbiente ma anche a tutto ciò che è Ambito Territoriale Ottimale».

«E’ un passaggio molto importante per questa amministrazione - ha sottolineato Nogarin -, su cui abbiamo lavorato a lungo, con tutti gli uffici del Comune. Un atto che rischia di fare storia».

Seduto sul divano rosso del suo studio, accanto all’avvocato Fiori e a Luca Roggi - l’attivista grillino che definì il piano industriale del presidente di Aamps Iacomelli un piano del Pd -, Nogarin ha illustrato i contenuti del ricorso davanti ai giornalisti e ad un gruppo di consiglieri M5s (Sarais, Galli, Lenzi, Bastone).

Il ricorso si basa su due contestazioni: da un lato va a colpire l'ambito territoriale ottimale dei rifiuti dal punto di vista della legittimità, dall’altro impugna la validità del piano straordinario dei rifiuti.

L'avvocato Fiori ha spiegato nel dettaglio le motivazioni tecniche che hanno spinto il Comune a ricorrere al Tar: «La legge regionale che ha ricostituito gli Ato ha reiterato pedissequamente quella che era la vecchia formazione delle comunità di ambito e quindi è andata contro quelle che erano le iniziative dettate dal legislatore nazionale, che nel 2007 aveva abrogato gli stessi Ato. Si è trattato di un vero e proprio duplo, che ha ripreso la precedente versione degli Ato cancellata a livello nazionale. E’ palese come la Regione non potesse ricostituire un soggetto abrogato. La titolarità della funzione di organizzazione e gestione del servizio dei rifiuti non è più in capo all'Autorità d'Ambito, ma è attribuita ai Comuni e rientra tra le loro funzioni fondamentali ai sensi dell’articolo 117 della Costituzione».

«Cosa che con gli Ato non accade - interviene Nogarin - tanto più per i piccoli Comuni che hanno partecipazioni dello zero virgola e la cui competenza autonoma viene schiacciata dall’Ambito. Di fatto vengono estromessi nei loro diritti».

Una domanda sorge spontanea: perché proprio il Comune di Livorno - che nell’Ato è quello che pesa di più col suo 9.6% - è l’unico su 101 ad opporsi e non si sono accodati i municipi minori? «Abbiamo registrato grande interesse, presto molti Comuni si uniranno a noi», garantisce Nogarin.

C’è poi l’altro pilastro del ricorso, quello che contesta nel merito il piano straordinario dei rifiuti della Regione, con il quale viene determinata la proiezione dei rifiuti da qui al 2020, e in relazione a questo il fabbisogno impiantistico. «Noi abbiamo messo in contestazione sia le proiezioni effettuate dall'Ato, sia il fabbisogno conseguente sugli impianti, perché chiaramente questo fabbisogno è parametrato a una produzione di rifiuti che non soltanto non sussiste, ma non viene nemmeno motivatamente adeguata», spiega Fiori. Nel dettaglio il legale evidenzia come il calcolo dei rifiuti partendo dal dato del 2013 (789mila tonnellate) proietti il dato presunto del 2020 a 842mila tonnellate (grossomodo quelle del 2011, che furono 836mila). «Ma è un dato di fantasia - sottolinea il sindaco - che porta a configurare un trend di produzione in crescita dei rifiuti quando i dati ufficiali dimostrano inequivocabilmente che, a partire dal 2006 la tendenza della produzione è invece costantemente orientata al ribasso. Si tratta di dati difficilmente sostenibili che hanno ricadute importanti sulla valutazione del fabbisogno impiantistico». (g.corsi)

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