Gioco
Il vaccino “sbaglia” 19 volte su 100mila
La fuga dalla prevenzione non è motivata dai numeri del rischio. L’esperto: «C’è stato il panico, ci vorranno anni per recuperare». In Toscana è preoccupante il calo di dosi somministrate,la Regione corre ai ripari scommettendo su un accordo pilota con i pediatri
Non c’è nulla da fare. Da qualunque parte li rigiri i dati danno sempre lo stesso risultato: ci si vaccina meno in Toscana. Fra il 2009 e il 2013 le dosi somministrate registrano un crollo verticale. In compenso quadruplicano le segnalazioni di “eventi avversi alle vaccinazioni”, fra 19 e 21 casi per 100mila dosi somministrate.
MAMME SCETTICHE
Di questi casi, probabilmente effetti collaterali causati da vaccini, ce ne sono pochi «o magari neppure uno dimostrabile con evidenza scientifica», spiegano i tecnici. Tuttavia i pazienti restano restii a vaccinarsi. E lo scetticismo attecchisce perfino fra le mamme. Non a caso in primavera la Regione è corsa ai ripari: ha siglato un nuovo accordo coi pediatri di famiglia. E ora tutti possono vaccinare i pazienti, facendo leva sul rapporto di fiducia fra genitori e pediatra. In effetti, in cinque mesi, i risultati già si vedono: nella metà delle Asl censite, le sedute di vaccinazione sono state 40mila, anche se mancano ancora i dati di territori importanti come Firenze, Prato, Siena e Lucca.
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EPIDEMIA DA PANICO
Con queste premesse, la speranza è di tornare in fretta verso la percentuale record del 95% di due o tre anni fa. Questo almeno è l’obiettivo di Paolo Biasci, il segretario toscano di Fimp, la Federazione italiama dei pediatri di famiglia che ad aprile ha sottoscritto l’accordo a nome di circa 430 colleghi. In pratica il 98% della categoria toscana. Ottimismo a parte, però, rimontare non sarà semplice. Lo sa il professor Paolo Bonanni, ordinario di Igiene all’università di Firenze che fa parte della commissione regionale per le strategie vaccinali. «Come ho scritto con alcuni colleghi al British medical journal, prestigiosa rivista medica, la vaccinazione soffre gli effetti di un’epidemia da panico. I danni determinati dall’accostamento fra i decessi avvenuti in una stessa area geografica fra persone vaccinate e il vaccino anti-influenzale sono incalcolabili dal punto di vista della prevenzione. Ci vorranno anni per rimediare, nonostante sia stato dimostrato scientificamente che non esiste nesso di causalità fra la morte e la vaccinazione».
EVENTI AVVERSI
Il sospetto, infatti, non viene mai del tutto eliminato, nonostante le evidenze scientifiche. «L’unico mezzo che abbiamo - riprende Bonanni - è la trasparenza dei dati e la divulgazione scientifica. Invece, spesso i numeri vengono strumentalizzati. Soprattutto quelli che riguardano gli eventi avversi alla vaccinazione. «Bisogna capire bene - precisa il professor Bonanni - come funziona il meccanismo della segnalazione che può essere inviata all’Aifa da medici, pediatri, ma anche infermieri pazienti. Per segnalazione si intende qualunque avvenimento negativo, avvenga subito dopo la vaccinazione». Per esempio, può essere segnalata anche una frattura avvenuta subito dopo l’uscita dall’ambulatorio dove è stato somministrato il vaccino. «Per essere registrato, dunque - sottolinea Bonanni - ci deve essere un rapporto di “temporalità” evento avverso e vaccinazione. Ma il nesso di causalità deve, poi, essere provato con evidenza scientifica». E questo, secondo gli esperti «non avviene quasi mai».
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CENSURATI PER IL MORBILLO
A conferma che il rapporto di causalità fra vaccinazione ed effetti negativi importanti è rarissimo. «Anche perché - insiste Bonanni - i vaccini sono i farmaci più controllati e più studiati. E vaccinarsi è il modo migliore per debellare malattie pericolose. Malattie di cui ci siamo dimenticati proprio perché i vaccini funzionano: ma fino agli anni Cinquanta e Sessanta anche in Italia i genitori facevano a gara per avere rimedi contro difterite o poliomelite. Oggi da noi risulta eradicata, ma in alcune zone, soprattutto di guerra, sta ricomparendo: Siria, Afghanistan, Pakistan». Ma il problema non riguarda solo queste malattie. «L’Organizzazione mondiale della Sanità ha fatto un richiamo ufficiale all’Italia, per il calo delle vaccinazioni anti-morbillo. Si tratta di una malattia grave che nel 2002 ha determinato un’epidemia con 42mila malati e 4 morti accertate».
Da qui - insiste l’assessore regionale alla Sanità Stefania Saccardi - la necessità di non abbassare la guardia. Anche perché l’unica malattia debellata nel mondo grazie al vaccino è il vaiolo. Per le altre esistere il rischio di ritorno.
L’ACCORDO COI PEDIATRI
Ecco, quindi - evidenzia Biasci - l’importanza dell’accordo con i pediatri: «Noi al momento delle visite programmate, proponiamo ai genitori le vaccinazioni in base al calendario regionale. Sono gratuite e proteggono una fascia debole, con un progetto pilota in Italia del quale faremo il bilancio il prossimo weekend nel nostro congresso regionale a Lido di Camaiore. Insistiamo molto per la vaccinazione perché negli ultimi due anni abbiamo notato un calo, fra i nostri pazienti, pur mantenendo una copertura di protezione intorno al 90%. E sarebbe meglio riuscire a coprire la popolazione convincendo i genitori della bontà di questa operazione, piuttosto che tornando all’obbligo, come condizione fondamentale per iscrivere i bambini a scuola. Non sarebbe giusto, a mio avviso, mettere in contrasto due diritti costituzionali: quello alla salute con il diritto allo studio».
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