Il Tirreno

Livorno

Golf cart rubata finisce nel fosso

Golf cart rubata finisce nel fosso

La macchina ritrovata al Limoncino ammaccata Probabile un furto su commissione o una bravata

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LIVORNO. Due cesoie per tagliare la rete e introdursi, di soppiatto, nel campo da golf. Poi, una volta sul prato, la ricerca della golf cart, il trabiccolo elettrico utilizzato per spostarsi da una buca all’altra. E, a quel punto, il furto finito in maniera tutt’altro che gloriosa.

È successo nella notte tra giovedì e venerdì, al golf club Livorno di largo Christian Bartoli. A darne notizia, lo stesso golf club sulla sua pagina Facebook: «Visto che da noi non c'è da rubare un bel nulla, se non qualche vecchio bastone, hanno avuto la bella idea di andarsi a fare un bel giretto».

Se l’azione sia stata opera di una o più persone è ancora difficile da stabilire: bisognerà guardare attentamente le immagini catturate dalle telecamere. Il direttore del club, Giovanni Ghezzani, ritiene probabile che gli autori del gesto fossero almeno due: «Hanno smontato gli accessori per la raccolta palline, che sono piuttosto pesanti - spiega -. È molto difficile che una persona sola potesse farcela, dovevano essere almeno due o tre».

Una volta trovato l’obiettivo e avviata la macchina, si sono messi in marcia anche se non proprio nel migliore dei modi: fatti pochi metri sono finiti in un fosso del campo pratica, danneggiando tutta la parte frontale del veicolo e, in particolare, il braccetto meccanico e gli ammortizzatori.

Tuttavia sono riusciti a ripartire, pur con la golf cart ammaccata, e hanno optato per uscire dal retro, raggiungendo la chiesa dell’Apparizione che dà su via Montenero. Da qui in poi, il loro tragitto si può solo intuire. È presumibile che siano passati per la Scopaia, raggiungendo poi via del Levante. Ciò che è certo è che, a quel punto, hanno preso la deviazione per via del Limoncino.

La loro corsa è finita 500 metri più tardi: il conducente ha perso il controllo e ha abbattuto un palo segnaletico, facendo finire la golf cart in un fosso da cui la macchinina elettrica non è più uscita. Così l’hanno abbandonata, dileguandosi in fretta. A trovarla, poche ore dopo, è stato un socio del club che vive nella zona.

I danni non sono molti: qualche centinaio di euro, soprattutto dovuto alla rottura del raccoglipalline, che verrà sostituito il prima possibile. «Era l’unico che avevamo - spiega Ghezzani - ora per un po’ bisognerà raccoglierle a mano».

Difficile capire chi possa essere stato e perché. Le ipotesi più gettonate sono due: o una bravata o un furto su commissione.

Potrebbe essere una goliardata, perché il valore della macchina non è elevato (qualche migliaio di euro a seconda dei modelli e degli accessori) e accenderla senza chiavi non è molto difficile. Ma in questo caso ci sarebbe da capire perché scegliere una nottata come quella di giovedì per divertirsi in questo modo.

Due notti fa tirava un vento di libeccio molto intenso e a tratti ha pure piovuto forte. In queste condizioni, non sono molte le persone che si si divertirebbero a guidare per diversi chilometri un veicolo elettrico che non offre protezione né contro le folate né contro l’acqua.

Resta l’ipotesi del furto su commissione, anche se al golf club di Livorno non si ricordano precedenti. Ma in questo caso, non si capisce perché i ladri avrebbero sganciato gli accessori, che da soli fanno gran parte del valore del mezzo.

Riccardo Rimondi

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di Redazione web