Il Tirreno

Livorno

l’iniziativa

Una casa per le donne vittime di maltrattamenti

di Giulia Mancini
Una casa per le donne vittime di maltrattamenti

L’annuncio dalla vice sindaco Sorgente durante la commissione sui diritti: «La apriremo in un luogo sicuro che terremo segreto, anche per i loro bambini»

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LIVORNO. Presto le donne vittime di maltrattamenti domestici avranno una casa sicura in cui vivere insieme ai loro bambini. L’ha annunciato la vice sindaco Stella Sorgente, durante l’ottava commissione per i “diritti, pari opportunità, differenze di genere” che si è riunita ieri pomeriggio per fare un bilancio sull’attuazione delle linee di mandato.

«Non possiamo che dirci soddisfatti per come questa commissione ha lavorato fino ad oggi - ha esordito la vice sindaco in apertura di lavori - un lavoro condiviso da tutti, tranne che per una sola eccezione. C’è stata sintonia su molte questioni importanti, a partire dalle pari opportunità per i diritti Lgbt».

Sorgente ha lodato l’opera svolta nel corso di questi mesi dall’associazione Livorno Rainbow, per sensibilizzare la cittadinanza sui temi della parità dei diritti e della lotta al bullismo. «A questo proposito, tengo a sottolineare che all’interno delle innumerevoli iniziative del programma “Scuola-Città”, tra cui ricordo progetti di educazione ambientale, robotica educativa e molti altri, solo due sono quelli promossi dall’associazione Rainbow: il primo riguarda la prevenzione del bullismo omofobico, mentre il secondo è incentrato sulla lotta a quegli stereotipi che sono legati all’identità di genere».

Si tratta di stereotipi, ha insistito Sorgente, «che non hanno niente a che vedere con la cosiddetta teoria gender, che non solo non esiste, ma non è mai stata oggetto di questa commissione».

Gli obiettivi da realizzare nel futuro più immediato, per questa commissione, sono molti. Il più importante è, appunto, quello di una nuova casa rifugio sicura, per le donne vittime di maltrattamenti domestici: «È davvero una buona notizia sapere che, dopo l’apertura di una casa per donne vittime della tratta, siamo in grado di aprirne, in un luogo sicuro e ovviamente tenuto segreto, anche una per donne maltrattate e per i loro bambini».

La giunta ha inoltre firmato il 24 settembre l’approvazione di quattro piani, che sono stati presentati da associazioni locali per poter fare domanda e accedere al finanziamento della Regione per il Progetto Tempora.

Sul tavolo resta il tema delle unioni civili, in attesa di una legge nazionale. Per il momento, nel Comune di Livorno si sono iscritte al registro delle unioni civili 23 coppie, di cui 18 eterosessuali e cinque omosessuali.

«Abbiamo inoltre rinnovato il bando di gara per la gestione del Centro Donna. Lo gestirà l’associazione Ippogrifo fino alla fine del 2016» ha concluso Sorgente.

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