Il Tirreno

Livorno

Piazza Attias, il Comune non ha autorizzato il serbatoio

di Francesca Suggi
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Gli uffici prendono le distanze dal nuovo bombolone piazzato accanto al container. Ancora polemiche da parte dei commercianti: qui regna il degrado

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LIVORNO. Un risveglio amaro per i commercianti di piazza Attias. Soprattutto per quelli lato Coin che si ritrovano ad aprire l’attività davanti ad un’altra maxi sagoma aliena piazzata davanti alle loro vetrine, proprio accanto al discusso container trasformato in banca mobile targata Unicredit.

Si tratta di un maxi serbatoio, blu anche quello, come il quartier generale provvisorio dell’istituto di credito. Eppure il Comune non ne sa niente. «Non abbiamo dato alcuna autorizzazione di suolo pubblico a posizionare un serbatoio», dicono dall’ufficio di Polizia amministrativa.

Il pandant dei colori non placa le polemiche degli esercenti. Che tornano a sgorgare, dopo quelle scoppiate giorni fa proprio contro la location del container, che resterà praticamente fino a Natale e sarà tolto una volta che la banca concluderà i lavori di restyling della propria sede.

Si torna a urlare allo scandalo. Si paragona il cuore commerciale della città ad una zona terremotata. Quasi a una terra di nessuno, dove decoro e valorizzazione delle attività commerciali non sembrano interessare a chi governa.

«Il Comune ogni anno nega il piazzamento della giostra a cavalli per ragioni di sicurezza e di staticità della piazza, ma questo container insieme al nuovo serbatoio non creano una situazione di pericolo? Senza contare che non va bene deturpare così una piazza centrale e tutti i suoi negozi», si sfoga Fabio Riparbelli, titolare di Attias Viaggi. E ancora: «Queste cose vanno bene, perché indispensabili, in zone terremotate ma non in pieno centro città». Quel “bombolone” blu certo non contribuisce al decoro urbano della zona, già criticato. Gli attori commerciali della piazza si sentono ingiustamente penalizzati da questi "volumi alieni" che adombrano le loro vetrine. «Un turista che passa dalla piazza cosa deve pensare? Da noi i turisti scappano», si rincara la dose.

Si chiedono lumi all’amministrazione comunale: «Il Comune era al corrente di questo nuovo scempio della piazza? Ha autorizzato lui questo serbatoio?».

Dal canto suo l’assessore al commercio Paola Baldari, già chiamata in causa rispetto alla location della banca mobile, poi spostata di qualche metro, passa la palla agli uffici. «Si tratta di una questione tecnica che riguarda gli uffici». Subito si attiva.

Ecco che l’ufficio di Polizia amministrativa-suolo pubblico interviene per chiarire la questione. Colpo di scena. Nessuna autorizzazione. «Noi abbiamo dato la concessione per la banca mobile e per la pedana dei disabili, stop: di questo serbatoio non ne sappiamo assolutamente niente e da noi non è partita alcuna autorizzazione», commentano a chiare lettere dall’ufficio comunale.

 

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