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Livorno

Lemmetti non arretra su Aamps «Dico no alla ricapitalizzazione»

Lemmetti non arretra su Aamps «Dico no alla ricapitalizzazione»

L’assessore al bilancio: «Non possiamo dare i soldi che il Comune non ha, togliendoli ai livornesi» Su RetiAmbiente la linea non è l’uscita ma il non conferimento. «Per adesso ci teniamo le quote»

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LIVORNO. «Quando le società decidono che la ricapitalizzazione può essere l'unico strumento messo in campo dall'amministrazione per un piano di risanamento, io dico di no. Ricapitalizzare significherebbe prendere i soldi che il Comune non ha e chiederli ai livornesi e su questo alzo l'asticella: sono i cittadini che usufruiscono del servizio che devono dire se vogliono ricapitalizzare».

L’assessore al bilancio Gianni Lemmetti, non fa un passo indietro e continua a opporsi alla richiesta proveniente da Aamps di ricapitalizzazione e di iniezione di nuova liquidità (oltre a quella prevista dalla Tari).

La sua ferma posizione, Lemmetti, la ribadisce durante la seconda commissione, rispondendo a una domanda di Andrea Raspanti (Buongiorno Livorno), che chiede come l’amministrazione ha intenzione di permettere la continuità aziendale alla società di via dell’Artigianato.

Al centro del dibattito, ieri mattina in commissione, c’erano le linee programmatiche dell’amministrazione ma ben presto l’attenzione si è concentrata sulla situazione di Aamps e sul suo futuro, dunque anche sulla partita relativa a RetiAmbiente.

L'assessore al bilancio ha ribadito il rispetto di quanto riportato al punto 10 delle linee programmatiche “società ed aziende partecipate”, in merito a due aspetti: il risanamento aziendale e l’interruzione del percorso, avviato dalla precedenti amministrazioni, di conferimento di Aamps in Reti Ambiente, mantenendo in house l'affidamento dei servizi.

«Ogni nostra azione in merito ad Aamps è finalizzata al risanamento aziendale, ma nelle linee programmatiche non c'è scritto ricapitalizzazione», ha tenuto a sottolineare Lemmetti. E poi - incalzato dal capogruppo del Pd Pietro Caruso - ha esplicitato meglio il concetto: «Il piano di risanamento non è un piano di rifananziamento dell’azienda, sono due cose diverse. Noi abbiamo l’obbligo di intraprendere ogni azione per il risanamento aziendale. C'è anche una parte legata alle risorse finanziarie, ma non c'è scritto che devo darne di più rispetto a quelle previste». Concetto chiarissimo. Che distingue nettamente i soldi che palazzo civico deve dare ad Aamps per il servizio di spazzamento (circa 35 milioni l’anno) e i soldi che Aamps chiede in più per far fronte al mare di debiti che ha in portafoglio. Meno chiaro è, casomai, capire come si può risanare Aamps senza effettuare l’iniezione di liquidità che chiede.

In questo senso, tra l’altro, non bisogna confondere l’anticipo che verrà dato ad Aamps nelle prossime ore. «L'anticipo è legato solo all’anticipazione rispetto al contratto di servizio, per il quale l’emissione della fattura viene fatta anticipata per il trimestre di competenza - ha sottolineato Lemmetti -. La fattura di 9.8 milioni del quarto trimestre scadrebbe il 30 ottobre, ma nel frattempo la giunta ha deciso di pagare 4.5 entro 15 giorni». Si tratta tuttavia di soldi che spettano ad Aamps, mentre la partita si gioca su altri soldi che l’azienda chiede e che Lemmetti nega.

Poi l’attenzione si è incentrata sulla delicata questione di RetiAmbiente, su cui la scorsa settimana l’assessore Gordiani aveva usato parole che avevano sorpreso i consiglieri di maggioranza, dicendo in sostanza che la giunta mai aveva pensato di uscire da RetiAmbiente.

«Il ricorso contro l’Ato non chiede l'uscita da RetiAmbiente - ha sottolineato il democratico Caruso - Significa che vi siete resi conto che non entrando in RetiAmbiente azienda e città rischiano grosso o la linea di mandato verrà portata avanti dall’amministrazione?».

«Da quando sono qui la stessa domanda è stata rifatta in duemila modi», ha risposto.

«Il guaio è che non c'è mai stata una risposta univoca», è stata la replica di Elisa Amato (Fi).

Lemmetti ha dato la sua: «Per me valgono gli atti amministrativi - ha risposto -. Se l'atto amministrativo mi dice di stare fermo, io sto fermo. Nell’atto c'è scritto “interrompere il percorso di conferimento di Aamps in RetiAmbiente”. E noi che cosa abbiamo fatto? Abbiamo interrotto il processo».

«In che modo?», ha chiesto Amato.

«Il processo prevede un insieme di step per far inserire l'azienda in RetiAmbiente - ha risposto l’assessore -. Noi non li stiamo seguendo. Ora è in corso la valutazione del capitale delle varie società, ma manca quello di Aamps perché non è stata fornita la documentazione alla Mazars, l’azienda incaricata di fare le perizie. Ciò significa che essa non può procedere alla valutazione dell’azienda ai fini del conferimento».

L’assessore ha fatto una distinzione chiara tra non conferimento ed uscita. «Quando il consiglio comunale deciderà di uscire da Retiambiente, faremo quel passo. Io per adesso posso non conferirla, ma non c'è scritto nelle linee di programma di uscire. Nel frattempo noi ci teniamo le quote di RetiAmbiente e non conferiamo l’azienda. Il problema casomai sta nell'affidamento del servizio: se l’Ato lo dà al gestore unico che è RetiAmbiente, il problema è il mantenimento del contratto di servizio fino al 2030 di Aamps».

Rosanna Harper

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di Redazione web