Gioco
Accordo tra Regione e Authority banchine ancorate a -20 metri
Trovato il compromesso con la politica: la profondità dei fondali rimane quella stabilita dal Prp a meno 16 I costi dell’operazione saliranno di 40 milioni, bando entro metà novembre, altri 3 anni per la prima pietra
LIVORNO. I fondali della Darsena Europa saranno scavati a 16 metri di profondità, ma la banchina verrà realizzata con un basamento a meno 20 metri. In modo che se tra venti o trent’anni il gigantismo navale proseguirà, Livorno avrà la possibilità di scavare ulteriormente i fondali utilizzando le stesse banchine e senza doverne costruire di nuove.
E’ il compromesso che è stato raggiunto da Port Authority e Regione Toscana e che ieri è stato in qualche modo suggellato dal comitato portuale in cui - alla presenza di Ledo Gori, plenipotenziario del governatore Rossi - Giuliano Gallanti ha comunicato che le banchine saranno ancorate ad una profondità di 20 metri e che se lo riterrà opportuno, il vincitore della gara potrà decidere se andare oltre i 16 metri (in tal caso dovrà presentare un progetto e indicare una adeguata soluzione per lo smaltimento del materiale dragato).
La formula permetterà non solo di fare un investimento a lungo e lunghissimo termine, ma anche di evitare che i costi di costruzione dell’opera lievitino di un centinaio di milioni fin da subito.
Un aumento immediato comunque ci sarà: il costo totale aumenterà di un 6-7%, vale a dire tra i 35 e i 45 milioni. «Portare i basamenti delle banchine a 20 metri farà crescere il costo delle stesse del 40%», ha spiegato ai membri del comitato l’ingegner Marco Tartagini, responsabile della Modimar, la società capofila nella progettazione del Prp. Si tratta di circa 36 milioni rispetto ai 90 preventivati per la costruzione della banchina.
Un altro aumento, di dimensioni minori, avverrà per le opere di protezione. Anche i basamenti delle dighe infatti dovranno essere approfonditi fino a meno 20 per permettere l’eventuale approfondimento dei fondali anche sul loro lato e rendere possibile le manovre nel bacino di evoluzione. «Attenzione però - sottolinea Tartagini, contattato dal Tirreno -, stiamo parlando dei trenta metri finali vicini al canale di accesso, non dei due chilometri di opere foranee previste. E’ chiaro dunque che in questo caso l’aumento dei costi sarà assai più basso, rispetto a quello di 1500 metri di banchina».
Risolta la diatriba politica che era nata sulla profondità dei fondali, a breve partirà la gara. «Per fare il raddoppio di Suez hanno impiegato un anno», ha ricordato a mo’ di sprone il presidente Gallanti al comitato portuale. I tempi tuttavia nel caso livornese saranno assai più lunghi.
Dovranno passare ancora tre anni perché la prima pietra della nuova Darsena Europa possa essere posata. Da quel momento ne serviranno almeno quattro di lavori. Risultato: l’ampliamento del porto sarà completato non prima del 2023.
«Il bando di gara è praticamente pronto, posso anticipare che siamo nelle fasi conclusive - ha detto Gallanti -, prima di poter pubblicare il bando sulla Gazzetta Ufficiale Europea, sarà necessario un passaggio con l'Autorità Nazionale Anti-Corruzione», ha spiegato Gallanti.
Ottenuto il nulla osta dall'Anac, il bando potrà essere pubblicato. Ciò potrebbe avvenire a metà novembre.
«Nella prima fase della gara - ha sottolineato il dirigente dell’Authority Claudio Vanni - verranno raccolte le manifestazioni di interesse e saranno selezionati i soggetti partecipanti sulla base di una serie di requisiti. Per questo step sono richiesti circa tre mesi».
Conclusa la fase di prequalifica, verrà poi avviato un dibattito pubblico. Sono stati infatti presi contatti con l'Autorità regionale per la garanzia e la promozione della partecipazione, cui la legge regionale 46 del 2013 affida il compito di promuovere la partecipazione dei cittadini nei processi di costruzione delle politiche regionali e locali. L'organismo regionale ha già ricevuto tutto il materiale relativo alla realizzazione della prima fase della Piattaforma Europa e sta predisponendo una delibera per l'avvio del dibattito pubblico - fanno sapere da palazzo Rosciano, sede dell’Autorità Portuale -, che si svolgerà durante la fase di elaborazione dei progetti preliminari da parte dei soggetti che hanno ricevuto la lettera di invito.
Si ipotizza che siano concessi ai partecipanti circa sei mesi per redigere il progetto preliminare e svolgere tutte le necessarie analisi geo-tecniche sulle aree interessate dalla realizzazione dell'opera. Per verificare l'ulteriore documentazione amministrativa, le offerte tecniche ed economiche, ci vorranno almeno altri quattro mesi prima individuare l'aggiudicatario.
Se il progetto preliminare presentato dal soggetto vincitore sarà coerente con le previsioni del Prp basterà l'approvazione da parte dell'Autorità Portuale, altrimenti sarà necessario un adeguamento tecnico funzionale da sottoporre all'attenzione dei consiglio superiore dei lavori pubblici. Dopo di che verrà sottoscritto il contratto di concessione con il promoter. Siamo al tredicesimo mese.
Il promoter a quel punto dovrà poi sviluppare la progettazione definitiva ed esecutiva di tutta l'opera, che dovrà essere sottoposta alla valutazione del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici e alla valutazione di impatto ambientale. Dal momento in cui viene sottoscritto il contratto di concessione al momento dell'approvazione del progetto esecutivo sono previsti circa 14 mesi.
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