Toscana
Torta alla panna, rose e sorrisi e l’America è a casa nostra
LIVORNO. Niente come la panna ha il sapore della festa. La panna che prima copre la tortona semplice semplice con su scritto Benvenuto Negozio Coop poi riempie bocche, piattini di carta e cucchiai...
LIVORNO. Niente come la panna ha il sapore della festa. La panna che prima copre la tortona semplice semplice con su scritto Benvenuto Negozio Coop poi riempie bocche, piattini di carta e cucchiai impugnati dalla folla che si accalca attorno al tavolo allestito all’uscita del supermercato. Ore 10, tutti invitati al battesimo del nuovo centro commerciale e l’invito non cade nel vuoto. Perché i livornesi adorano i centri commerciali, le feste, la panna. Sulla Coop acchiappatutto magari si dividono e scozzano, ci sono gli sfegatati sostenitori del marchio e gli accaniti detrattori, ma quando si tratta di far bisboccia e liberare gli istinti consumisti che albergano anche nei cuori più puri, vincono le larghe intese. E poi ci sono i palloncini, tanti palloncini, le rose in regalo, facce dei commessi così sorridenti che sembra di stare in un telefilm. Tutto pulito, tutto luminoso, l’America a casa nostra, appena in periferia: i negozi, il supermercato, la “ food court” (proprio così, in inglese, e bando al provincialismo labronico) dove puoi mangiare le lasagne, un panino ma anche il polpo fresco. Un piano unico, le grandi catene sul fronte principale, i negozi dentro distribuiti a raggiera. La folla, che cresce di ora in ora e nel primo pomeriggio diventa quasi oceanica, si lascia ipnotizzare dalla sorpresa. Perché la sorpresa, c’è: rispetto ai tempi delle Fonti del Corallo (ormai di anni ne sono trascorsi parecchi da quell’altrettanto partecipata inaugurazione) la concezione del centro commerciale è cambiata radicalmente e ovviamente i progettisti si sono adeguati agli standard estetici e funzionali che ormai si applicano in tutto il mondo. I primi a calare al “Parco Levante” sono gli anziani, i pensionati. Felici come bambini, qualcuno è arrivato con la navetta che collega il nuovo centro con la vecchia Coppona della Rosa, c’è aria di gita con la parrocchia: Lia e Ofelia sono appena arrivate, ora scenderanno dal bus e resteranno qui per un’oretta, giusto per farsi un’idea e poi tornare, “perché noi la spesa si è sempre fatta alla coppe”. Ci sono anche mamme con bambini, ragazzi, entrano ed escono dai negozi, in molti fanno pure la “spesona” perché ancora non è il momento della ressa e si può girtare con calma con il carrello.Nei negozi è un continuo via vai. Da H&M c’è l’addetta stampa responsabile degli store italiani, è appena tornata dalla Cina per inaugurare un altro punto vendita, ora è qui e fa gli onori di casa: «Livorno per noi è un’ottima piazza, per questo abbiamo aperto un altro negozio. Abbiamo assunto 10 persone, questo è il nostro 132° store in Italia».
Ottimismo a gogò un po’ ovunque e del resto come potrebbe essere diversamente il giorno uno della grande sfida, far prosperare una “cittadella dello shopping” a un tiro di schioppo da una sorella maggiore, Porta a Terra, che già deve fare i conti con la crisi. «Abbiamo negozi in tutta Italia - spiegano da Flo’Reiza, abbigliamento casual chic e marchio che viene da Firenze - e già a Livorno abbiamo un negozio in via Grande. Funziona e ci è sembrata una bella opportunità aprire anche qui». Da Firenze arrivano anche le scarpe di “Luisa Di Mauro”: «Per noi Livorno invece è un debutto - spiegano - ma siamo convinti che per prodotti come i nostri, di qualità, ci sia mercato». Livornese invece è Laura, titolare del negozio di borse e bigiotteria “Alebijoux”: «Abbiamo già delle gioiellerie in città, avevamo voglia di cimentarci in un settore diverso e questo è un genere che tira, prezzi comunque accessibili ma anche marche famose».
Grazie anche alle promozioni offerte per queste giornate speciali lavorano a pieno ritmo parrucchiere ed estetista dove il servizio più richiesto è la manicure, intesa come applicazioni di gel, gellini e smalti speciali. Molti nasi schiacciati sulle vetrine della gioielleria Fabiani «e quello me lo regali per Natale...». Già, come in ogni centro commerciale che si rispetti ottobre è già Natale. Da Casa MaxToys è tutta un’esplosioni di lucine, abeti sintetici e giocattoli.
Del resto sono tutti come bambini i visitatori del primo giorno mentre si lasciano inghiottire da questi quindicimila metri quadri imbottiti di oggetti, oceani di scarpe, di cibo, di gadget, di cosmetici, occhiali. Felici anche del più piccolo acquisto, e in pochi escono a mani vuote. Per ora è l’effetto novità ma chi ha deciso di investire in questa operazione è convinto che la varietà dell’offerta, la praticità della struttura, la presenza di negozi e marchi che non si trovano in città, trasformerà Parco Levante in un punto di riferimento dello shopping cittadino. Di certo i livornesi non hanno snobbato questa inaugurazione, come da copione si sono messi diligentemente in automobile pronti a farsi una bella fila e poi a impazzire per trovare parcheggio. Tutto previsto, e infatti tra vigili urbani, steward, hostess e servizio d’ordine c’era un esercito a regolare i flussi di visitatori. Dentro poi il paese dei balocchi, coccole e sorrisi, omaggi, selfie. Festa del consumismo? Incitamento allo spreco proprio in un periodo così nero? Il signor Gino, butta giù una porzione di torta doppia e dice la sua: «Io sono in cassa integrazione, mia moglie fa le pulizie nelle case. Non abbiamo soldi da buttar via. Ma in posti come questi anche con pochi euro ti puoi levare qualche soddisfazione e magari torni a casa contento. E hai passato il pomeriggio».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
