Il Tirreno

Livorno

Assalto alla Prefettura, il pubblico ministero chiede 20 condanne

di Federico Lazzotti
Assalto alla Prefettura, il pubblico ministero chiede 20 condanne

Livorno, a tre anni dai giorni dello scontro tra manifestanti e forze dell’ordine penultima udienza: la pena più alta è per Giovanni Ceraolo, con tre anni e quattro mesi

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LIVORNO. Sono venti le condanne chieste dal pubblico ministero Fiorenza Marrara nel processo che riguarda i tre giorni di violenze e scontri tra manifestanti (per lo più appartenenti all’ex Caserma Occupata) e forze dell’ordine, andati in scena tra il 30 novembre e il 2 dicembre 2012 e culminati con l’assalto alla Prefettura. Ieri pomeriggio nell’aula B del Tribunale di Livorno erano presenti molti dei ventidue imputati (due hanno patteggiato in sede di udienza preliminare ndr). Le accuse di cui gli imputati devono rispondere a vario titolo sono di violenza, minacce, resistenza aggravata, lesioni, danneggiamenti, oltraggio a pubblico ufficiale e radunata sediziosa.

Spiega il sostituto procuratore nella premessa della requisitoria rispondendo in qualche modo agli stessi imputati che in questi mesi hanno spesso parlato di «un processo politico» per colpire un determinato un gruppo di persone: «Ho seguito un metodo e ho proceduto analizzando posizione per posizione e non la vicenda nel suo insieme individuando le singole responsabilità giuridiche».

Nel dossier distribuito dal pm sia ai giudici che agli avvocati, si trova una sintetizzazione scritta dei tre giorni (dallo scontro alla Stazione Marittima per il convegno con Bersani, passando per gli scontri in piazza Cavour, fino alla manifestazione non autorizzata del giorno successivo). E ogni singolo imputato ha una propria scheda nella quale, attraverso le testimonianze e le riprese video, vengono contestati responsabilità e reati. «Non fate l’errore - spiega ancora il pm - di sommare le richieste di condanna e farne una somma come se si trattasse di una cosa sola».

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Nello specifico delle singole richieste, il pm è entrato dopo aver ripercorso quanto avvenuto in quei tre giorni. Il massimo della pena la Procura l’ha chiesta per Giovanni Ceraolo, 33 anni, in testa al corteo durante la manifestazione del 2 dicembre: 3 anni e 4 mesi di reclusione. Quattro mesi in meno per Thomas Canessa, 36, Luca Fantelli, 22, e Diego Sarri, 33. Per William Benedetti, 46 anni, Federico Del Chicca, 42, Daniele Lanari, 21, Mirko Manguso, 24, Iacopo Simonetti, 23, e Giovanni Neri, 26, (con l’esclusione della resistenza per il primo dicembre) la richiesta è di 2 anni e 6 mesi.

Due anni di reclusione, invece, per Igor De Maria, 37 anni, e Maurizio Verde, 27. Dieci mesi, infine, è la richiesta del pubblico ministero nei confronti di Andrea Assante, 33, Antonio Atterritano, 41, Luigi Bardi, 42, Benedetta Ceccanti, 23, Elena Faroldi, 22, Antonio Lucignano, 25, Enrico Sirigatti, 27, e Lorenzo Pappalardo, 22. Il sostituto procuratore ha chiesto due assoluzione per le posizioni di Massimo Orsini, 31 anni, e Simone Palla 25, entrambi per non aver commesso il fatto. Adesso la parola passa alle difese: appuntamento il 29 novembre.

La posizione dell’Ex Caserma è arrivata in tarda serata: «Non possiamo che contestare integralmente e ancora una volta la strumentalità di queste richieste di condanna. Un tentativo chiaro di criminalizzare un’intera area politica. Una rappresaglia nei confronti di 20 ragazze e ragazze che da anni si battono, nella nostra città, affinché tutti possano veder riconosciuti i propri diritti. Dalla casa al reddito, dalla solidarietà con i lavoratori in lotta passando per le numerose battaglie ambientaliste da noi sostenute e promosse. Sono innumerevoli le iniziative di lotta e riappropriazione portate avanti negli anni dal nostro collettivo». E per i prossimi giorni l’annuncio è quello di iniziative di solidarietà nei confronti degli imputati.

 

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