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Livorno

Ctt, Nogarin chiede a Amato di farsi da parte

di Juna Goti
Ctt, Nogarin chiede a Amato di farsi da parte

Il sindaco “scarica” anche il vice che aveva indicato a ottobre. Poi l’esito della gara

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LIVORNO. Una frana prima del terremoto. Pochi giorni fa il sindaco Filippo Nogarin ha scritto al vicepresidente del Ctt Nord (l’azienda dei bus), Alessandro Amato, chiedendogli di dimettersi. Lo stesso Alessandro Amato che proprio il Comune di Livorno aveva proposto come vicepresidente dell’azienda un anno fa, nell'ottobre del 2014.

Assegnista di ricerca alla Scuola Superiore Sant'Anna, legato al Meetup a Cinque Stelle di Pisa, Amato era stato proposto dall'amministrazione livornese dopo che la nomina di Giuseppe Vece, prima scelta di Nogarin, non era passata per presunta incompatibilità: il funzionario del circondario empolese, infatti, aveva in precedenza fatto parte dell'ufficio che si era occupato della costruzione del bando regionale per il gestore unico del trasporto pubblico, e per questo alla fine era stato escluso.

Nell'ottobre del 2014, la stessa assemblea dei soci che ha dato l'ok ad Amato, ha eletto il presidente del Ctt Andrea Zavanella e ha confermato amministratore delegato Alberto Banci. Peraltro tutti e tre fatti oggetto, due settimane fa, di una serie di lettere minatorie anonime (i primi due anche perché accusati di essere «collusi con l'imperialista Banci»).

Altra cosa è la sfiducia di fatto arrivata al vicepresidente dal Comune che lo ha indicato: Nogarin ha scritto ad Amato e lo ha invitato a farsi da parte.

L'ennesimo episodio dopo i ripetuti cambi al vertice di Aamps e il recente altolà dato dal primo cittadino pentastellato al presidente di Spil (nella pagina a fianco l’intervista a Luciano Guidotti).

La lettera – chiariamolo subito – è arrivata pochissimi giorni fa, prima che a Firenze fossero aperte le buste per la gara regionale del trasporto pubblico. Insomma, una crepa già prima che per il Ctt scoppiasse il terremoto.

Ieri mattina, contattato dal Tirreno, Amato ha confermato, ma non ha voluto entrare nel merito: «È un momento delicatissimo per la società, sono appena state aperte le buste e la nostra offerta non è risultata la migliore, quindi ora voglio pensare a questo».

«Preferisco non commentare la lettera del sindaco – ha tagliato corto – anche perché c’è poco da commentare: è stato un fulmine a ciel sereno e fino a questo momento, se ci atteniamo ad aspetti strettamente aziendali, non ho capito quale sia il motivo del contendere». Poche parole che fanno capire che il clima è teso.

Quello che il sindaco Nogarin ha scritto nella lettera, le ragioni della sua scelta, ieri sono rimasti chiusi nel cassetto. E va detto che il Ctt (che da tempo ha preso il posto dell’Atl) non è paragonabile ad aziende interamente partecipate dal Comune, come ad esempio Aamps, quindi l’addio del vicepresidente – seppur nominato in quota Comune di Livorno – non è scontato.

Non è chiaro se il gesto di Nogarin sia legato ad azioni specifiche di Amato, se sia un segnale indirizzato a tutta l'azienda di area vasta (finita più volte al centro delle critiche del sindaco e del Movimento), se sia una scelta politica dettata anche dai malumori che si respirano nella stessa base grillina e in alcuni sindacati rispetto alla gestione dei vertici aziendali, vicepresidente compreso.

Certo è che ieri mattina l’apertura delle buste della gara regionale ha complicato tutto per il Ctt: davanti a Mobit (il consorzio di cui fa parte anche Ctt) c’è Autolinee Toscane, l'azienda dei pullman del colosso francese che gestisce già la tramvia a Firenze.

Una delle prime a reagire in casa Cinque Stelle è stata la consigliera comunale di Pisa, Valeria Antoni, che sulla sua pagina Facebook ha lanciato un messaggio chiaro: «Tpl, vincono i francesi. Tutti a casa, ma i vertici a questo punto!»

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