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Morta in auto a 23 anni, indagato l’amico di Veronica Ulivieri
Livorno, il pubblico ministero ha disposto accertamenti per verificare chi fosse alla guida dell’auto finita fuori strada in via delle Sorgenti
LIVORNO. C’è ancora un dubbio che deve essere chiarito prima di archiviare la tragedia in cui tra sabato 10 e domenica 11 ottobre ha perso la vita Veronica Ulivieri, 23 anni e un sorriso contagioso, e lasciare così spazio solo al dolore e alla lacrime di chi in queste ore non si dà né pace né una spiegazione. Riguarda la persona che si trovava alla guida della Opel Corsa uscita di strada lungo via delle Sorgenti, qualche centinaio di metri dopo il bivio per Parrana.
Subito dopo lo schianto, infatti, l’amico della giovane, Luca Riccomini, 20 anni, ha spiegato agli agenti della polstrada che al volante «c’era Veronica». Una versione che però non ha convinto fino in fondo né gli investigatori né il pubblico ministero di turno Daniele Rosa che nella mattinata di lunedì 12 ottobre ha trovato sulla sua scrivania una dettagliata informativa su quanto fosse accaduto.
Troppi, secondo chi indaga, i particolari che non tornerebbero con questa ricostruzione: la giovane donna è stata sbalzata fuori dall’auto, mentre il ragazzo è rimasto prigioniero del veicolo, ma quando sono arrivati i soccorsi, il ventenne stava uscendo dal lato del guidatore. C’è poi la questione della dinamica, un fuori strada riconducibile - secondo chi indaga - «più a una guida maschile che femminile».
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Ecco perché il pm ha iscritto nel registro degli indagati il ventenne con l’accusa di omicidio colposo e disposto accertamenti tecnici alla polizia scientifica per verificare chi fosse al volante. Come ripetono dalla Procura, si tratta di un atto che prima di tutto va a tutela del giovane che dopo aver ricevuto l’avviso di garanzia potrà nominare un proprio consulente per seguire sia l’autopsia, l’affidamento dell’incarico al dottor David Forni è fissato per martedì 13, che ai rilievi sulla macchina.
Il pubblico ministero, infatti, ha già dato mandato di sigillare il veicolo, già sotto sequestro, per effettuare tutte le analisi. A cominciare dalle impronte digitali rimaste sul volante e sul pomello del cambio e le tracce ematiche sull’airbag. È da questi rilievi che gli investigatori sono certi di poter chiudere il caso. Intanto migliorano le condizioni del ferito, il ventenne è ancora ricoverato in ospedale con alcune contusioni facciali e altrettante ferite, ma è fuori pericolo e la prognosi parla di trenta giorni. Sempre lunedì 12 ottobre ha ricevuto su Facebook un messaggio da parte del fratello di Veronica. Scrive Cristiano: «Che il signore vegli sempre su di te che sei stato fortunato, ti voglio bene riprenditi».
Martedì, invece, Luca Riccomini sarà ascoltato dagli agenti della polstrada per ripercorre passo dopo passo la notte trascorsa con l’amica, fino al tragico schianto. Ora di Veronica e Luca insieme resta una bella immagine mentre i due che si guardano negli occhi prendendosi gioco l’uno dell’altro. Sono seduti sulla spalletta che costeggia il lungomare, alle loro spalle le luci ancora accese dei bagni Lido. È la sera dell’8 settembre.
A un mese da quella notte erano ancora uno accanto all’altro: alle 3 del mattino tornavano a casa percorrendo via delle Sorgenti: hanno superato il bivio di per Parrana, un tratto in discesa, poi la salita e quella maledetta curva a sinistra che ha spezzato una vita, un’amicizia e lasciato un dubbio che ora l’inchiesta vuole chiarire.
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