Il Tirreno

Livorno

la tragedia

Il ricordo degli amici: "Il sorriso di Veronica vivrà sempre con noi"

Giorgio Carlini
Il "sorriso contagioso" di Veronica Ulivieri
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Il "sorriso contagioso" di Veronica Ulivieri

Tanti i messaggi di affetto sul profilo Facebook della 23enne morta nell'incidente d'auto tra sabato e domenica. "Con la tua spensieratezza sapevi sempre contagiare tutti"

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LIVORNO. Quel sorriso sempre stampato sul volto, così potente e contagioso da essere in grado di portare il buon umore in qualsiasi occasione. E quella spensieratezza tipica di chi ha da poco varcato la soglia dei 20 anni e sa di avere ancora tutta una vita davanti. Erano questi i tratti caratteristici di Veronica Ulivieri, la giovane 23enne rimasta uccisa nel terribile incidente d’auto avvenuto nella notte tra sabato 10 e domenica 11 ottobre.

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Domenica mattina, non appena si è sparsa la voce di quanto era accaduto appena poche ore prima sulla strada provinciale delle Sorgenti, presso la camera mortuaria di viale Alfieri sono accorse le amiche e gli amici più cari di Veronica. Non era stato possibile allestire la camera ardente, dato che la salma della ragazza è sempre a disposizione dell’autorità giudiziaria, ma tutti si sono comunque presentati qui per prestare conforto alla mamma, al babbo e soprattutto al fratello Cristiano, che alla sorella era legato da un filo indissolubile.

Il loro era un rapporto speciale, profondo, e a testimoniarlo ci sono le numerose foto sul profilo Facebook della ragazza che li ritraggono insieme. Proprio Cristiano, ieri mattina, ha commentato una bella immagine di Veronica, dove lei appariva sorridente come suo solito, con un “cuoricino” e alcune parole di affetto.

Tanto è bastato agli amici per capire che era capitata una tragedia. Per tutto il giorno in viale Alfieri è stato un susseguirsi di visite non solo delle amiche del cuore e degli amici più stretti, ma anche dei conoscenti, di coloro che avevano frequentato la stessa scuola o gli stessi posti di ritrovo di Veronica anni fa. Perché il tempo non aveva certo scalfito il ricordo di una persona così solare e disponibile con tutti. Tanti anche gli amici dei genitori presenti.

Nel frattempo il profilo Facebook della 23enne si era riempito di messaggi di affetto e di ricordi di ragazze e ragazzi che con lei avevano condiviso anche solo un momento, rimasto però indelebile nella vita di ognuno. Perché Veronica, ricordano in tanti, era contagiosa, con quel suo sorrisone e la sua voglia di scherzare.
Era una “ragazza al pezzo”, sottolineano alcuni amici in pieno accento labronico, una persona con cui potevi parlare di tutto. E la sua battuta sempre pronta, ricorda un’amica, riusciva a rendere divertenti anche le giornate che sembravano non finire mai, a scuola come all’università. Veronica frequentava la facoltà di infermieristica a Pisa, dove stava studiando le materie del terzo anno. Nel tempo libero, amava fare quello che fanno tutti i ragazzi della sua età: uscire con le amiche e gli amici, divertirsi nei locali più conosciuti in città o andare a ballare il sabato sera.

Spesso la giovane livornese si recava con il suo gruppo alle Cantine o in altri locali in Venezia. Sabato invece aveva deciso di andare in una popolare discoteca nel comune di Collesalvetti. Per divertirsi e per sorridere, come faceva sempre. Fino a quella maledetto punto in cui la macchina che la stava riportando a casa lungo la strada delle Sorgenti si è cappottata, spezzando una vita che in tanti, oggi, descrivono come un fiore appena sbocciato e colto troppo presto.

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di Redazione web