Gioco
Gli sciacalli nella casa della vittima
Piombino, saccheggiata l’abitazione dell’uomo morto sulla Variante
PIOMBINO. Un atto di sciacallaggio vero e proprio quello compiuto sabato sera a casa di Enrico Batoni, la vittima dell’incidente avvenuto a Piombino nel pomeriggio sulla Variante Aurelia. Difficile pensare che si sia trattato di un caso. Chi ha agito, doveva sapere del’incidente.
Batoni abitava da solo in un appartamento al piano terra di via Buozzi. E con ogni probabilità pensava di rientrare presto a casa, visto che malgrado la giornata piovosa aveva lasciato una finestra accostata. E’ stato passando da quella finestra che qualcuno si è intrufolato nel suo appartamento portando via tutto quel che ha trovato: dieci orologi di varie marche, un computer portatile, cellulari, le chiavi del Beverly 500 e lo stesso scooter. Tutto sparito. Il furto è stato denunciato ai carabinieri ieri mattina dai parenti. Si pensa che il colpo sia stato messo a segno sabato sera, poche ore dopo l’incidente avvenuto alle 16,45. In quelle stesse ore la notizia della morte di Batoni, rilanciata dai siti news e dai social, stava diffondendosi destando profondo cordoglio in tutto il comprensorio, Ex pilota di rally, appassionato di auto, per anni Batoni aveva gestito una carrozzeria storica in via Salgari.
La morte di Batoni ripropone un problema grave. Ovunque chiudono o hanno chiuso i varchi che interrompono i newjersey, le barriere spartitraffico sulle strade a quattro corsie. Anche sulla Variante Aurelia, nel Grossetano e nel Pisano. Nel Livornese no. Anas continua a mantenere quei varchi, i cosiddetti standby, inizialmente previsti per consentire il passaggio o le inversioni a U dei veicoli di emergenza, e quindi in definitiva una misura pensata per la sicurezza stradale.
Eppure quei varchi continuano a rappresentare un pericolo mortale. Sabato si è verificato l'ultimo incidente in cui ha perso la vita una persona (Enrico Batoni, 68 anni) e altre due sono finite all'ospedale in gravi condizioni.
Sta di fatto che la Variante da tempo non è più al passo con i flussi automobilistici. E non solo con quelli.
Mancano le corsie di emergenza, manca un'illuminazione adeguata, le buche rattoppate o meno non si contano più, in molti tratti fra cui quello di cui parliamo (compreso tra Venturina e San Vincenzo) l'asfalto non drena a dovere: la visibilità è solo un concetto teorico.
i dirigenti Anas hanno sempre sostenuto di spendere centinaia di migliaia di euro per la manutenzione della Variante Aurelia. Eppure basta percorrere quella strada per percepirne i pericoli. Nel frattempo quei varchi restano aperti e continuano a fare vittime. Basta sfogliare gli archivi (a.d.g)
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