Italia
«Unione canottieri e Canoa club a rischio il Comune li aiuti»
LIVORNO. «L’Unione canottieri e il Canoa Club rischiano di sparire se le istituzioni non faranno qualcosa». A lanciare l’sos-appello è il capogruppo di Città Diversa, Marco Cannito. «L'Unione...
LIVORNO. «L’Unione canottieri e il Canoa Club rischiano di sparire se le istituzioni non faranno qualcosa». A lanciare l’sos-appello è il capogruppo di Città Diversa, Marco Cannito.
«L'Unione canottieri livornesi – interviene il consigliere comunale – è una delle più vecchie società sportive italiane e nasce nel 1919 dalla fusione di società fondate addirittura nel 1870. Molti suoi atleti e allenatori hanno vestito la maglia azzurra dando lustro alla tradizione remiera e al nome di Livorno: basti ricordare la partecipazione ai giochi olimpici e la società dei famosi Scarronzoni. Il Canoa Club Livorno di Stagno allena numerosi giovani ed ha oggi 4 atleti nella nazionale Juniores».
«Lo Scolmatore, dove queste società hanno sede – riprende – è una realtà importante nel panorama remiero, essendo un canale non soggetto a correnti e con un rettilineo di 2 chilometri che lo rende un bacino ideale per le gare ed è indicato da decenni come centro della Federazione italiana canottaggio, sede di campionati italiani. Inoltre con il Comitato italiano paraolimpico esiste una ipotesi di pratica sociale di canoa e canottaggio per le persone diversamente abili».
Il consigliere comunale entra nel merito: «Negli anni Settanta, grazie a contributi del Coni, furono realizzati lo scalo armato e il capannone (sede dell'Unione canottieri e oggi di proprietà della Spil). Attualmente l'Ucl è a rischio perché i costi di gestione sono pesanti (affitto mensile a Spil, concessioni demaniali, utenze...) e non può permettersi di acquistare neanche attrezzature semplici, mentre un po' ovunque sono gli enti locali a sostenere queste realtà. Inoltre il capannone necessita di urgenti manutenzioni straordinarie che per contratto spettano all'Ucl». Viceversa «il Canoa Club rischia il collasso per la mancanza di strutture idonee alla pratica sportiva dei giovani e alla costante crescita del numero di atleti».
«Le due società – spiega Cannito – possono oggi accorparsi e il capannone allo Scolmatore sarebbe ottimale e costituirebbe un polo sportivo baricentrico tra Livorno, Collesalvetti e Tirrenia». Ma «la ristrutturazione del capannone richiede circa 70.000 euro: le due società potrebbero accollarsi con un mutuo i costi a scomputo di canoni istituzionali, così come dovrebbe essere risolta la questione della concessione del demanio idrico. Il tutto in un contesto di riqualificazione dello Scolmatore, dei dragaggi, della realizzanda pista ciclabile, del parco Canale dei Navicelli facilmente raggiungibile in barca».
«Se non saranno prese decisioni con celerità e realizzati interventi necessari – lancia l’appello finale – si assisterà alla morte agonistica di queste società, già in difficoltà, e delle relative discipline. Pertanto lancio un appello a tutte le istituzioni coinvolte perché facciano la loro parte, in particolare il Comune di Livorno e l'amministrazione, che è stata contattata più volte sia dalle società che dal Coni e dalle Federazioni di riferimento (Federazione Italiana Canottaggio e Federazione Canoa e Kayak)».
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