Il Tirreno

Livorno

«Nogarin ci faccia usare 36 alloggi della Chiccaia»

L’Unione inquilini scende in piazza e scrive a sindaco, M5S, Buongiorno e Cannito «Diamoli a chi è senza casa: luce e acqua ci sono». Intanto un’altra famiglia sfonda

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LIVORNO. «Il sindaco deliberi con urgenza di usare ai fini dell’emergenza abitativa i 36 appartamenti che si stanno svuotando alla Chiccaia». È questa la prima richiesta che arriva dai rappresentanti e dalle famiglie dell’Unione Inquilini, che ieri hanno manifestato in piazza Grande per la giornata internazionale per il diritto alla casa.

Striscioni, cartelli, fischietti, pentole. E un documento consegnato all’amministrazione comunale e alle forze politiche per chiedere di fare chiarezza sul blocco popolare della Chiccaia, a Shangai. «Troppi ritardi, omissioni, rimpalli di responsabilità, nonché un imbarazzante rovesciamento di ruoli amministrativi e politici – si legge – sta vanificando gli impegni elettorali presi dal sindaco Nogarin sul diritto alla casa, per la soluzione della gravissima emergenza abitativa».

L’Unione Inquilini torna sulla riunione della quinta commissione di mercoledì in Comune: «Il dirigente Maurri ha detto che l'edificio della Chiccaia è certo in cattivo stato di manutenzione, l'impiantistica non è a norma, ma non è pericolante né inagibile. Ha ribadito che è ristrutturabile e che la scelta di sostituirlo è legata unicamente ad analisi dei costi. Con buona pace del Pd che si ostina a dichiararlo inagibile».

Dall’Unione Inquilini definiscono poi «illuminante il contributo del dirigente dell'ufficio casa, da cui si evince che intanto abbiamo perso la possibilità di usare una quota dei 30 alloggi già liberati, oggi resi inagibili da Casalp, per i ritardi e le incertezze dell'amministrazione comunale: trattandosi di un immobile inserito nel piano di recupero, destinato a demolizione, gli alloggi sgomberati non sono più annoverabili come patrimonio Erp né assegnabili a titolo provvisorio, ma nessuna normativa esistente – sostengono dal sindacato – impedisce un utilizzo come alloggiamento temporaneo per motivi urgenti e indifferibili, come la necessità di fornire un riparo di soccorso per gli sfollati con forza pubblica, inseriti dal Comune in un percorso da casa a casa, in un terremoto sociale (70 esecuzioni in due mesi) che ha prosciugato le risorse assegnabili».

È a questo punto che dall’Unione Inquilini, citando le carte del Comune, ricordano che «36 famiglie saranno spostate (entro il 15 ottobre?) nei nuovi immobili di Corea» mentre «resteranno 40 famiglie per la cui ricollocazione si stima necessario un anno e mezzo». «Quanto all’uso delle 36 abitazioni – riportano – basta che presentino “sufficienti condizioni di abitabilità”, ovvero servizi igienici, acqua e corrente elettrica: in mancanza di requisiti di sicurezza, il salvavita può essere installato dalla famiglia che viene soccorsa, che nell'atto di accettazione prende atto dello stato dei locali, ovvero dell'assenza d'impianto a gas, chiuso per ragioni di sicurezza e della necessità di installare un salvavita all'impianto elettrico esistente». In questo modo, tra l’altro, «non si sottraggono case al patrimonio pubblico, visto che non sono più assegnabili». Quindi chiedono al sindaco «di deliberare con urgenza per l'uso delle 36 case». E chiedono ai capigruppo di M5S, Buongiorno e Città Diversa di «presentare una mozione che dichiari la volontà di un uso della Chiccaia, nei limiti indicati dai dirigenti e nelle modalità elencate nel documento dell'Unione Inquilini».

Tutto mentre già ieri qualcuno non ha atteso la riposta della politica: una famiglia con due bambini ha occupato un appartamento libero all'interno della Chiccaia. Il sindacato inquilini Asia-Usb e il comitato diritto all'abitare hanno contemporaneamente organizzato un presidio all'interno del cortile per tutto il pomeriggio. «Non sarà facile – hanno scritto in una nota – per Comune e Casalp arrivare alla demolizione dell'interno stabile. Quella di oggi è solo la prima iniziativa che verrà portata avanti dai comitati e i sindacati inquilini livornesi».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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