Gioco
Gli occupanti in Comune «Ridateci la corrente»
Gli abitanti dell’ex Asl hanno appeso uno striscione all’ingresso del municipio L’incontro con l’assessora Dhimgjini: «Cerchiamo di coinvolgere la Regione»
LIVORNO. «Ho mio figlio che si lava con l’acqua fredda da martedì. Non possiamo usare i fornelli perché abbiamo le piastre. La sera ci facciamo luce con le candele. Cosa dobbiamo fare?».
Ieri, gli occupanti dell’ex Asl di via San Gaetano, dove da quasi un mese vivono 17 persone tra cui sei bambini, sono tornati in municipio due giorni dopo la prima visita, fatta non appena gli è stata staccata la corrente. Hanno portato uno striscione, che hanno appeso all’esterno del Comune, dove non sono entrati: «Noi senza luce, voi senza cuore» era il messaggio scritto a pennarello nero sul lenzuolo.
Hanno chiesto di incontrare l’assessora al sociale Ina Dhimgjini, che in quel momento era impegnata in una riunione. Poco prima delle undici, c’è stato il faccia a faccia con una rappresentante degli occupanti. Una mezzoretta durante la quale l’assessora ha ribadito le motivazioni del taglio della corrente: «Ho spiegato che Asl non può riattaccare la corrente, nemmeno sotto sollecitazione comunale, perché quell’immobile risulta inagibile dal 2011».
Dhimgjini ha esposto come intende affrontare l’emergenza abitativa; «Gli immobili a nostra disposizione sono sempre meno. Per questo stiamo cercando di coinvolgere altri soggetti. Nel caso di via San Gaetano vogliamo coinvolgere la Regione, visto che si tratta di un edificio di proprietà dell’Asl».
Ma Dhimgjini spera che un aiuto dall’azienda sanitaria arrivi pure sotto altri aspetti: «Vogliamo cercare di coinvolgere nell’emergenza abitativa anche altri immobili, che Asl non usa più e che rientrano in piani di vendita. E allo stesso modo stiamo cercando di coinvolgere altre aziende pubbliche e private, come Trenitalia, l’Inps, l’Inail». Chiunque abbia un patrimonio immobiliare rilevante di cui non riesce a disfarsi, insomma. Edifici sfitti e da recuperare, che però potrebbero finire per essere più utili dell’ossigeno in un momento di emergenza abitativa.
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