Gioco
«Via Bat Yam nuova arteria di scorrimento»
Piano strutturale, lo studio del professor Pratelli: «E il ponte Santa Trinita a senso unico». Ma i consiglieri M5S dicono no
LIVORNO. Da un lato, il ponte Santa Trinita a senso unico, percorribile in direzione nord, con l’accesso vietato da sud e con i veicoli in arrivo da via della Cinta Esterna costretti a fare marcia indietro sfruttando una rotatoria (da costruire). Dall’altro lato, la trasformazione di via Bat Yam in un’arteria di collegamento trasversale da via dei Pensieri fino addirittura alla Variante, passando da una nuova intersezione con via dell’Ardenza e da un sottopasso ferroviario. E infine la realizzazione di tre percorsi di tram su gomma tra quartieri Nord, zona Carducci e Aurelia.
Bene precisarlo subito: non si tratta di un progetto finito, quanto di uno studio. Ma pur sempre uno studio significativo, perché è quello di Antonio Pratelli, professore di ingegneria civile dell’Università di Pisa, che dall’architetto Augusto Cagnardi ha ricevuto l’incarico di delineare un disegno che metta in pratica le linee guida del Piano strutturale. Un disegno che ieri a Palazzo civico ha lasciato sorpresi i consiglieri comunali, che in quarta commissione non si aspettavano un piano così dettagliato e, dal loro punto di vista, anche così discutibile nelle scelte.
Lo studio presentato da Pratelli parte da una constatazione e da una necessità alla base del Piano strutturale. La constatazione è che, se gli assi di scorrimento verticali sono tre (lungomare, Aurelia e Variante), la città ha carenza di assi orizzontali, che al momento sono via Grande-viale Carducci, viale Sauro-viale Boccaccio e l’inadeguata via del Mare. La necessità è invece quella di far sì che uno di questi assi, il lungomare, sia depotenziato dal traffico di scorrimento extra urbano, così che resti un’arteria sulla quale ci si sposta in auto solo per brevi tratti e che diventi un percorso sicuro per pedoni e ciclisti, a vantaggio di una migliore vivibilità e di una maggiore attrazione turistica.
Il ponte Santa Trinita. Il primo grande cambiamento riguarderebbe il ponte Santa Trinita. Che però non diventerebbe pedonale (né sarebbe abbattuto), bensì a senso unico. Resterebbe transitabile solo in direzione nord, in uscita dal lungomare. Dall’altro lato, invece, non sarebbe possibile accedere al ponte: il traffico in arrivo da via della Cinta Esterna arriverebbe fino al parcheggio sottostante ma poi, con la costruzione di una rotatoria e il divieto di accesso sul ponte, i mezzi tornerebbero indietro da dove sono venuti. «Così - spiega Pratelli - avremmo un minore traffico in immissione sul lungomare, che gioco-forza finirebbe sull’Aurelia, che andrebbe potenziata con interventi per evitare sosta selvaggia e tempi di attesa lunghi o semafori non sincronizzati».
Via Bat Yam. L’altra maxi modifica, che sarebbe senz’altro destinata a far discutere se dovesse passare dalle carte alla realtà, riguarda via Bat Yam. «In tutta la zona sud - premette Pratelli - quella è l’arteria orizzontale più grande e più larga che esista». Ecco perché lo studio prevede di trasformarla in un grande asse di scorrimento est-ovest e viceversa, togliendo così traffico sul viale Italia. «Le carreggiate sono larghe - ripete il professore - i parcheggi resterebbero e i marciapiedi sono già a norma, quindi non ci sarebbe da toccare granché nel primo tratto. Basterebbe una rotatoria con via dei Pensieri». Vero. Il problema è che questa eventualità prevede poi “l’invasione” di via Bat Yam nel bel mezzo dell’area verde che costeggia via dell’Ardenza per incrociare quest’ultima (con una rotatoria?) e poi ancora - è una ipotesi nell’ipotesi - arrivare fino a via Luther King e infine, tramite un sottopasso ferroviario, riagganciarsi alla Variante. Una scelta simile (seppur un po’ meno impattante) potrebbe anche essere replicata più a sud, in via Sernesi.
Il tram su gomma. C’è spazio anche per un progetto di trasporto pubblico: la costruzione di tre percorsi di tramvia su gomma, tra quartieri nord, centro e parte sud, per un costo di circa 5-6 milioni di euro a chilometro (inferiore rispetto ai tram su rotaie).
Gli assessori mediano. Alla fine dell’esposizione, le opposizioni non nascondono le loro perplessità, ma sono soprattutto i consiglieri a 5 Stelle a rimanere spiazzati dalle soluzioni ipotizzate dallo studio. Così agli assessori Alessandro Aurigi e Giovanni Gordiani non resta che mediare e spiegare che si tratta «solo di ipotesi sulla carta da analizzare e valutare nei minimi dettagli». «Anche perché - chiosa Edoardo Marchetti (M5s) - sono certo che l’intervento di via Bat Yam, se realizzato, potrebbe causare una rivolta popolare».
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