Il Tirreno

Livorno

«Per una sola richiesta servirebbero 12mila euro»

La risposta del Comune di Colle dopo la protesta per la bambina senza scuolabus «Tutte le nostre proposte alternative sono state rifiutate, ma sono ancora valide»

3 MINUTI DI LETTURA





COLLESALVETTI. «L’amministrazione comunale ha sempre investito nella scuola, in particolare nei servizi scolastici». Inizia così la replica del Comune di Collesalvetti, per difendersi dalle critiche delle ultime settimane sulla questione degli scuolabus. Critiche esplose soprattutto dopo il caso evidenziato in consiglio comunale e raccontato dal Tirrenoil 7 ottobre: quello di una bambina che non può tornare da Stagno al Biscottino perché è l’unica della scuola materna ad aver chiesto il pullmino.

Nonostante gli investimenti, riprendono dall’amministrazione comunale, «in merito a servizi a domanda individuale come quello del trasporto scolastico per la scuola dell'infanzia, scuola non dell'obbligo, non abbiamo potuto far fronte a tutte le esigenze "particolari" che sono emerse nell'incrocio tra domanda e offerta».

Per il caso sotto la lente d’ingrandimento, quello della tratta Stagno-Biscottino, servirebbe «un investimento di oltre 12.000 euro annui» e «l'onere a carico della collettività mal si coniuga con una singola domanda proveniente dalla località in questione».

Per questo, alla famiglia sono state proposte altre soluzioni, «garantendo, nonostante la non obbligatorietà del servizio, una soluzione sostenibile». All’andata, il servizio è stato garantito con l’utilizzo dello scuolabus per le elementari. E per il ritorno? «La giunta – scrivono dal Comune – proprio con riferimento alla necessità di venire incontro alle esigenze della famiglia, tra le ipotesi alternative, ha dato mandato all'ufficio di verificare la possibilità di erogare un contributo agli interessati».

Il sindaco Lorenzo Bacci, proseguono dal Comune, «ha incontrato il padre della bambina del Biscottino, spiegandogli le motivazioni che avevano portato alla decisione di organizzare così il servizio e che, proprio con riferimento all'esigenza di venire incontro alle difficoltà della famiglia, aveva dato mandato agli uffici di verificare la possibilità di erogare un contributo e di avvalersi di associazioni del territorio per effettuare il servizio di ritorno».

Un’altra proposta è stata quella «di far uscire la bambina alle 13.30 per consentire di avvalersi, anche per il ritorno, dello scuolabus destinato alla scuola primaria, ma tale soluzione non è stata accolta, così come non è stata accolta la possibilità di fare richiesta di contributi finalizzati a soluzioni alternative: contemporaneamente gli uffici comunali avevano infatti provveduto a contattare associazioni per valutare la possibilità di custodire la bambina nella mezz'ora dalla fine della scuola dell'infanzia fino alle 16,30».

A una settimana dalla protesta, il Comune continua a proporre questa rosa di soluzioni, «ribadendo l'impossibilità di garantire un servizio a domanda individuale non obbligatorio per scuola non dell'obbligo dal costo di oltre 12.000 euro per una unica utenza interessata».

Dall’amministrazione rispondono alle critiche di Rifondazione Comunista, che ha affiancato i genitori nella protesta: «Si invita chi ritiene che questa situazione debba essere utilizzata a fini di strumentalizzazione politica a valutare oggettivamente e con il buon senso quanto fatto fino ad oggi da questa amministrazione, non solo in generale, ma anche attenzione particolare sulla quale, senza il bisogno di alcuna forzatura partitica, avevamo in modo serio dedicato cura e proposto soluzioni sostenibili».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Toscana

Camaiore, addio a Giuseppe Vecoli: conosciuto commerciante con la passione per le moto

di Roy Lepore