Gioco
Aamps, niente accordo: tutti dal prefetto
Fallisce la procedura di raffreddamento con i sindacati che chiedono chiarezza su bilancio e futuro
LIVORNO. I sindacalisti che ieri mattina hanno incontrato i vertici di Aamps lo ripetono a turno: «Mancato accordo di raffreddamento». Tradotto: sindacati e azienda non hanno raggiunto l’intesa e il capitolo Aamps – il presente e il futuro dell’azienda dei rifiuti tutta del Comune – finirà a breve sul tavolo del prefetto.
È nel palazzo del governo, con la mediazione del prefetto Tiziana Costantino, che i sindacati chiederanno ad azienda e proprietà (ovvero il Comune), tutti seduti allo stesso tavolo, di provare a sciogliere i nodi che anche ieri mattina sono rimasti senza risposta.
In via dell’Artigianato si sono riuniti i rappresentanti di Cgil, Cisl, Uil e Fiadel, insieme alla Rsu, al presidente Aldo Iacomelli e al membro del Cda, Marco Di Gennaro.
«Avevamo chiesto certezze sulla chiusura del bilancio – spiega Giovanni Golino (Cgil) – e chiarezza sul futuro dell’azienda: qual è, ad esempio, la posizione sull’inceneritore? Aamps farà parte della macroazienda di area vasta? I lavoratori vogliono saperlo adesso, perché il tempo a già scaduto: teoricamente a gennaio l’Ato potrebbe fare la gara per assegnare il servizio». «Abbiamo preso atto – aggiunge poi – che le risposte a queste domande non sono nella disponibilità dell’azienda». Tradotto: deve essere il proprietario, il Comune, a chiarire cosa vuole fare. «Ora – conclude – aspettiamo che ci convochi il prefetto per finirla finalmente con le diverse posizioni di azienda e proprietà, diventate insostenibili. Dobbiamo sciogliere i nodi pubblicamente, di fronte a un soggetto terzo come il prefetto».
Uliano Bardini (Cisl) tocca invece un altro tema delicato: «Alla riunione ci è stato riferito che Aamps avrà liquidità fino al 10 dicembre: a questo punto o il Comune scioglie il nodo del bilancio o immette nuova liquidità». Ma i sindacati invitano comunque a non fare allarmismi fino a quando tutte le questioni non saranno snocciolate in prefettura.
Intanto l’azienda tende a negare che ci sia un balletto con il Comune intorno al bilancio: chiuderà a meno 21, meno 11 o meno 14 milioni? «In virtù della serietà degli attori coinvolti – scrivono da via dell’Artigianato – non sono in corso trattative sull'approvazione del bilancio 2014 bensì confronti di natura tecnica, con particolare riferimento agli effetti della conversione in legge del decreto 78/2015 che dispone all'articolo 7 l'inserimento nella Tari dei crediti diventati inesigibili della Tia degli anni 2006 - 2012». E ribadiscono: «Aamps ha adottato il progetto di bilancio il 29 maggio 2015 per poi depositarlo in Comune il 13 giugno con la relazione indicante il parere positivo del collegio dei sindaci revisori. Il 29 giugno è stata convocata l'assemblea societaria e si è così avviato il percorso che, nel rispetto delle normative vigenti, ne porterà all'approvazione in autunno...».
(j.g.)
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