Il Tirreno

Livorno

la protesta

Zona Mercato: striscioni e petizione dei residenti per i parcheggi

Giorgio Carlini
Uno degli striscioni esposti dai residenti
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Uno degli striscioni esposti dai residenti

Abitanti esasperati per la mancanza di posti auto: "Sono tutti occupati dai banchi, in più è scaduta la delibera che ci permetteva di posteggiare nelle zone adiacenti con una lettera diversa"

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LIVORNO. Chiunque si sia trovato in questi giorni a fare due passi nella zona del Mercato Centrale, in particolare in via Buontalenti, non avrà potuto fare a meno di notare alcuni striscioni appesi a finestre e balconi. E’ questa la forma di protesta scelta dai residenti per manifestare la loro esasperazione davanti a una questione irrisolta da anni. Una questione che gli stessi abitanti sperano ora possa trovare una soluzione nell’ambito del nuovo piano della mobilità. Si tratta dell’annoso problema dei parcheggi in zona Mercato, con i posti auto a disposizione degli abitanti ridotti all’osso a causa di divieti e spazi in cui trovano posto i venditori ambulanti.

Così, dopo la raccolta firme depositata in Comune dal “Quartiere Carducci”, comitato che si è formato per esporre all’amministrazione la propria contrarietà al piano dei posti auto a pagamento tra Cisternone e Stazione, ora l’assessore Giovanni Gordiani e il sindaco Filippo Nogarin (cui sono indirizzati gli striscioni) si trovano ad affrontare un’altra petizione legata ai parcheggi (https://www.change.org/p/comune-di-livorno-sindaco-nogarin-ass-gordiani-parcheggi-auto-in-centro-a-livorno-non-ne-possiamo-pi%C3%B9).

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“Stiamo portando avanti la battaglia a suon di cartelli e raccolta firme – spiega Dario Garzelli, promotore della petizione insieme ad altri cittadini – per rivendicare un bene imprescindibile: un doveroso spazio in cui lasciare le nostre auto. Nel corso degli anni – spiega Garzelli – i divieti sempre crescenti, i nuovi pali della illuminazione e gli spazi occupati dai venditori ambulanti hanno ridotto le zone di sosta, al punto da portare la convivenza tra i residenti e gli stessi ambulanti ai minimi termini”. Il primo firmatario della petizione spiega che “ogni giorno, nelle ore serali, ci sono decine di persone che, contemporaneamente, girano per tempi interminabili in macchina cercando un’oasi nel deserto, cioè un prezioso e raro parcheggio”.

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Se è vero che il problema nasce da lontano, vero è anche che l’appello all’amministrazione a 5 Stelle viene lanciato con forza perché “nel frattempo il Comune sta togliendo altri posti”. “Prima c’è stata l’installazione di nuovi pali dell’illuminazione pubblica, che ha comportato la creazione di brutali e insignificanti isole rialzate che impediscono in molti punti del centro la possibilità di parcheggiare e, dove questo è comunque possibile, costringono i residenti a lasciare le vetture sporgenti sulla carreggiata, esponendo così ad un rischio non solo le auto in sosta ma anche chi circola in strada”. “Poi – continua Garzelli – c’è stato il trasferimento dei banchi degli ambulanti, che si sono dovuti spostare a causa dei lavori dalla zona dell’ex Deutsche Bank a quella di via Buontalenti lato mercato: ciò ha comportato la perdita di ulteriori 30 posti auto. Senza contare che poco distante, per la precisione in via dei Fulgidi, altri 20/30 potenziali posti auto sono occupati da anni da un cantiere che, fino a qualche settimana fa, era totalmente abbandonato”.

Ma c’è dell’altro. “Fino ad oggi – ricorda Garzelli - avevamo sopperito a tale incuranza del Comune grazie alla possibilità, per i residenti delle zone C e D, di poter parcheggiare ciascuno, liberamente, in entrambe le zone sulla base di una delibera della precedente giunta comunale. Tutto ciò permetteva, anche se dopo lunga ricerca e a centinaia di metri di distanza dalla propria abitazione, di riuscire a lasciare l’auto senza rischiare una inutile sanzione. Oggi – rivela il promotore della petizione - veniamo a scoprire, per puro caso, che questa possibilità è “scaduta” il 31 dicembre 2014, e nessuno della nuova giunta ha pensato bene di prorogare una delibera tanto utile quanto necessaria per la pacifica convivenza”.

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Proprio in questi giorni sono fioccate le prime contravvenzioni ai cittadini. “Il Comune – spiega ancora Garzelli - interpellato, prima ha iniziato a scaricare il problema tra i vari uffici poiché nessuno sapeva dare una risposta a queste multe. Poi qualcuno ci ha suggerito di fare una petizione, di farci sentire e di chiedere un appuntamento all’assessore Gordiani, altrimenti sarebbe rimasto tutto così”. “Se questo è l’unico modo per un cittadino di interagire con i propri amministratori – conclude Garzelli – non ci resta allora che la strada della petizione per far sentire la nostra voce. Non ci aspettiamo regali, ma solamente ciò che ci spetta in termini di infrastrutture e servizi minimi e indispensabili per una vita serena”.

 

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