Il Tirreno

Livorno

Quindici anni in un alloggio popolare, avevano una casa di proprietà: coppia accusata di truffa aggravata

Quindici anni in un alloggio popolare, avevano una casa di proprietà: coppia accusata di truffa aggravata

Livorno, chiesto il rinvio a giudizio per un uomo e una donna: avrebbero occupato abusivamente un alloggio popolare. L'uomo avrebbe simulato la donazione alla compagna di un appartamento

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LIVORNO. E' stato chiesto il rinvio a giudizio per un uomo e una donna ritenuti responsabili di falso documentale e truffa aggravata ai danni della Casalp, l'ente che gestisce gli alloggi di edilizia residenziale pubblica nella provincia di Livorno.

Secondo la Procura e la Guardia di finanza, che hanno condotto le indagini, l'uomo -un cittadino livornese di cinquant'anni - e la sua compagna, una lavoratrice dipendenti, hanno mantenuto il possesso di un alloggio popolare anche grazie a una serie di raggiri compiuti nel corso del tempo.

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In particolare è emerso che l’uomo, già dai primi anni 2000, occupava abusivamente l'alloggio popolare, pagando un affitto di 87 euro al mese, senza aver ottenuto l'autorizzazione al subentro dopo il decesso della nonna. E non è servita un'ordinanza di sgombero del Comune per far terminare l'occupazione.

Nel 2012, alla morte del proprietario dell'appartamento di fianco, l'ha ricevuto per testamento. A questo punto, per non attirare l'attenzione, ha simulato la donazione dell'immobile a favore della compagna, che formalmente non risultava assegnataria di alcun alloggio popolare.

La coppia, a quel punto, ha accorpato i due appartamenti, aprendo un muro confinante e ottenendo un'unica casa da sette stanze. Non solo: ha fatto realizzare una recinzione sul marciapiede pubblico.

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Ma proprio la ristrutturazione ha permesso di dimostrare che la donazione del secondo appartamento alla compagna era fittizia: nella documentazione presentata all’Ufficio edilizia privata del Comune l'uomo si è dichiarato “unico proprietario” oltre che referente dei lavori. Del resto, è stato lui a pagare tutti i lavori.

La coppia convivente ha continuato a utilizzare l'alloggio popolare corrispondendo un canone assai esiguo, pur avendo conseguito, ad esempio nel 2013, un reddito complessivo di oltre 41 mila euro.

In seguito agli elementi di prova raccolti, anche attraverso una perquisizione presso le due abitazioni accorpate, la Procura ha concluso le indagini e chiesto il giudizio immediato.

Per i presunti abusi edilizi, invece, è stata avvertita la Polizia Municipale per le attività di competenza.

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di Redazione web