Gioco
Oggi l'autopsia di Daniele Aiello, l'uomo morto in Fortezza Nuova
Il livornese, 39 anni, era stato trovato senza vita sabato pomeriggio
LIVORNO. E' stata effettuata oggi, martedì 6 ottobre, l'autopsia di Daniele Aiello, l'uomo di 39 anni trovato morto sabato in Fortezza Nuova.
La compagna l'aveva trovato per terra, poco prima delle cinque del pomeriggio. Era in fin di vita, o forse era già morto. Lei, però, non era stata in grado di dirlo: dopo l'urlo fortissimo che aveva spinto una signora che vive lì vicino a dare l'allarme, era stata sopraffatta dallo choc. E i soccorritori intervenuti sul posto, nonostante tutti i tentativi, non erano riusciti a salvarlo. Non avevan potuto fare nulla, se non constatare il suo decesso.
Sabato era andato davanti alla Fortezza Nuova per incontrare la sua fidanzata: spesso si davano appuntamento lì per poi andare in centro e anche quel pomeriggio avrebbe dovuto essere così.
Lui era arrivato prima e deve essersi improvvisamente sentito male mentre la aspettava. Quando lei è arrivata, l'ha trovato a terra: ormai era troppo tardi. L'appuntamento si è così trasformato in una tragedia, l'incontro è stato l'ultimo.
A chiamare i soccorsi era stata una signora che vive nelle vicinanze e che l'aveva sentita urlare. La corsa disperata dell'ambulanza, allertata dal 118, però è stata inutile. I soccorritori non avevano potuto fare niente, se non rendersi conto che non c'era più modo di aiutarlo e dichiararne la morte.
Addosso, Daniele non aveva documenti di identificazione. Per il riconoscimento formale era stato chiamato un cugino, solo più tardi erano stati avvertiti i genitori che vivono entrambi a Livorno.
Quando la voce si era sparsa e si era saputo che la persona deceduta era lui, era iniziata la processione degli amici e dei conoscenti, che a Livorno - la città della sua vita - non gli mancavano.
Ancora sconosciute le cause del decesso. Dopo i rilievi della Municipale, che era arrivata sul luogo della tragedia poco più tardi dell'ambulanza, la salmba era stata messa a disposizione del magistrato di turno, Giuseppe Rizzo, che aveva disposto l'autopsia per capire le cause della morte del giovane. Autopsia che, per l'appunto, è stata effettuata oggi.
Daniele, che lascia due bimbi piccoli, aveva vissuto a Livorno fino all'età di 30 anni. Poi si era sposato e si era trasferito a Luciana, una piccola frazione della cittadina di Fauglia nella provincia di Pisa. In seguito si era separato e si era trasferito per un po' a Lorenzana, altro paese della provincia pisana, ma recentemente era tornato a vivere dai genitori, a Livorno, dove risiedono anche gli altri parenti.
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Era nato ad Antignano nel 1976 e aveva frequentato l'istituto professionale Orlando. Lavorava in una residenza sanitaria assistita di Lorenzana: la "Borgo dei colori", gestita dalla cooperativa sociale Paim di Cascina, in cui svolgeva la funzione di operatore socio-sanitario.
Da quanto è stato possibile apprendere, da qualche settimana non andava a lavoro per via di un infortunio alla spalla. A ricordare Daniele e la sua vita, poche ore dopo la tragedia, è stato uno zio. "A tre anni aveva subito un intervento a cuore aperto, che può averne temprato il fisico", ha raccontato lui commosso.
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