Il Tirreno

Livorno

Trovato morto dalla fidanzata in Fortezza Nuova

di Riccardo Rimondi
Trovato morto dalla fidanzata in Fortezza Nuova

Daniele Aiello aveva 39 anni, inutili i tentativi di rianimarlo Lascia due bambini, il pm ha disposto l’autopsia

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LIVORNO. La compagna l’ha trovato per terra, in Fortezza Nuova, poco prima delle cinque di ieri pomeriggio. Era in fin di vita, o forse era già morto.

Lei, però, non è stata in grado di dirlo: dopo l’urlo fortissimo che ha spinto una signora che vive lì vicino a dare l’allarme, è stata sopraffatta dallo choc. E i soccorritori intervenuti sul posto, nonostante tutti i tentativi, non sono riuscito a salvarlo. Non hanno potuto fare nulla, se non constatare il decesso dell’uomo che si chiamava Daniele Aiello, livornese di 39 anni.

Ieri era andato davanti alla Fortezza Nuova per incontrare la sua fidanzata: spesso si davano appuntamento lì per poi andare in centro e anche ieri pomeriggio avrebbe dovuto essere così.

Lui è arrivato prima e deve essersi improvvisamente sentito male mentre la aspettava. Quando lei è arrivata, l’ha trovato a terra: ormai era troppo tardi.

L’appuntamento si è così trasformato in una tragedia, l’incontro è stato l’ultimo. Quando la donna l’ha visto, era già troppo tardi.

Ma, come detto, non è stata lei a chiamare i soccorsi, ma una signora che vive nelle vicinanze e che l’ha sentita urlare. La corsa disperata dell’ambulenza - allertata dal 118 - però è stata inutile. I soccorritori non hanno potuto fare niente, se non rendersi conto che non c’era più modo di aiutarlo e dichiararne la morte.

Addosso, Daniele non aveva documenti di identificazione. Per il riconoscimento formale è stato chiamato un cugino, solo più tardi sono stati avvertiti i genitori che vivono entrambi a Livorno.

Quando la voce si è sparsa e si è saputo che la persona deceduta era lui, è iniziata la processione degli amici e dei conoscenti, che a Livorno - la città della sua vita - non gli mancavano.

Ancora sconosciute le cause del decesso. Dopo i rilievi della Municipale, che è arrivata sul luogo della tragedia poco più tardi dell’ambulanza, la salma è stata messa a disposizione del magistrato di turno, Giuseppe Rizzo, che ha disposto l’autopsia capire le cause della morte del giovane.

Daniele, che lascia due figli piccoli, aveva vissuto a Livorno fino all’età di 30 anni. Poi si era sposato e si era trasferito a Luciana, una piccola frazione della cittadina di Fauglia nella provincia di Pisa.

In seguito si era separato e si era trasferito per un po’ a Lorenzana, altro paese della provincia pisana, ma recentemente tornato a vivere dai genitori, a Livorno, dove risiedono anche gli altri parenti.

Era nato ad Antignano nel 1976 e aveva frequentato l’istituto professionale Orlando.

Lavorava in una residenza sanitaria assistita di Lorenzana: la “Borgo dei colori” gestita dalla cooperativa sociale Paim di Cascina, in cui svolgeva la funzione di operatore socio-sanitario.

Da quanto è stato possibile apprendere, da qualche settimana non andava a lavoro per via di un infortunio alla spalla. A ricordare Daniele e la sua vita, poche ore dopo la tragedia, è stato uno zio. «A tre anni aveva subito un intervento a cuore aperto, che può averne temprato il fisico», ha raccontato lui commosso.

@RkRBo

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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