Gioco
La banalità del male quotidiano
Nella transizione delle competenze dalla Provincia alla Regione e ai Comuni, gli istituti superiori sono stati i primi a essere abbandonati. Nessuna Provincia se ne occupa più asserendo di essere senza finanziamenti. Il che è vero solo in parte
Mentre la stampa nazionale si interroga sul significato della bocciatura del bilancio sperimentale del Comune di Livorno ad opera della maggioranza che sostiene il sindaco 5 stelle, in Toscana sono successi episodi assai più preoccupanti.
In un istituto superiore di Massa ha ceduto un pezzo di intonaco ed è rovinato su una studentessa durante una lezione. Molto spavento, danni modesti. Nella zona del cuoio una ventina di imprenditori è stata denunciata per fatture false e la Finanza ha sequestrato beni per un centinaio di milioni. E poi l’Anas. Sempre l’Anas. Quattro arresti stavolta.
Sembra, dunque, che la settimana appena chiusa nella nostra regione sia in grado di offrire spunti di riflessione più ficcanti rispetto alla questione livornese la quale, per chi non l’ha seguita, si può riassumere così: c’è stato un voto cui si cerca di attribuire un significato politico, e ne avrebbe certamente fuori da Livorno, ma nella città dei quattro mori è il solito scherzo labronico. È il combinato fra l’ingenuità e il rigore ideologico di cui la nuova maggioranza è ancor oggi, purtroppo, pervasa. Forse passerà, nel frattempo le troupe televisive calano su Livorno con l’entusiasmo di quando si portavano i bimbi alle fiere a osservare le bestie rare.
I calcinacci, si diceva. Nella fase di transizione dalle Province alla Regione e ai Comuni si è parlato molto della salvaguardia dei dipendenti, giustamente, ma si è del tutto trascurato il passaggio gestionale dalle Province ad altri soggetti del patrimonio immobiliare cui gli enti dovevano prestare la loro attenzione.
Gli istituti superiori sono stati i primi a essere abbandonati. Nessuna Provincia se ne occupa più asserendo di essere senza finanziamenti. Il che è vero solo in parte, giacché se le scuole perdono i pezzi non è unicamente per le decurtazioni subite nell’ultimo biennio. Da tempo le Province pasticciavano con tutto men che con le tre o quattro cose cui si sarebbero dovute dedicare: viabilità, ambiente, caccia e pesca e, appunto, scuole. Il risultato è che fra Stato, Province e Comuni l’avvio delle lezioni è avvenuto fra molti imbarazzi, con l’assessore regionale alla Scuola che chiede monitoraggi agli edifici e non ha, temo, un soldo per farlo. Tanto meno per rattoppare o riedificare gli edifici laddove ce n’è bisogno.
[[atex:gelocal:il-tirreno:massa:cronaca:1.12192753:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/massa/cronaca/2015/10/02/news/crolla-il-soffitto-in-una-scuola-a-massa-ferita-una-studentessa-1.12192753]]Nel corso della settimana è arrivata poi l’ennesima rivelazione su come si fanno i soldi in Italia, se si è imprenditori con pochi scrupoli. In un’area come quella toscana, dove i controlli non mancano, la Guardia di finanza ha denunciato cartai di piccola taglia, che comperavano orologi di lusso e facevano la bella vita fingendo di commerciare onestamente in pellami ed evadendo a più non posso l’Iva. Poche ore prima i vertici dell’Anas regionale sono finiti agli arresti domiciliari con l’accusa di farsi passare sottobanco il 5 per cento su ogni lavoro di somma emergenza commissionato loro dopo frane e alluvioni. Si può immaginare con quale perizia potessero essere svolte le opere, e si fa ancor meno fatica a capire perché l’argine del Carrione, a Carrara, sia stato costruito, letteralmente, con i piedi. Lì non c’è una inchiesta per mazzette. No. Ma per cantieri avviati senza la necessaria professionalità sì.
Infine, per non chiudere la settimana senza uno di quegli episodi che meritano un titolo sul Vernacoliere prima che su Repubblica, l’ex sindaco di Aulla e Villafranca, ora senatore, è assurto agli onori delle cronache per aver mimato un atto sessuale in risposta a una collega grillina. Lui nega, l’imbarazzo resta.
Lo scandalo rimane la nostra quotidianità, nella quale continuano a rivelarsi illeciti e scarsa attenzione alla cosa pubblica. Ce ne sono così tanti che rischiamo di considerarli come elementi costitutivi del paesaggio (emblematico è il silenzio della politica sul caso Anas, ad esempio, dove solo il governatore Rossi è intervenuto per lodare il lavoro dei magistrati. Il Pd renziano non s’è udito).
Questo lento processo di desensibilizzazione non va accettato, non è giusto per noi stessi e per i nostri figli. Altro che Nogarin.
@OmarMonestier
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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