Il Tirreno

Livorno

Il Comune: giù gli abusi edilizi al Limoncino

di Federico Lazzotti
Il Comune: giù gli abusi edilizi al Limoncino

Livorno, i proprietari degli immobili si sono opposti alla scelta dell’amministrazione, ora deciderà il tribunale amministrativo

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LIVORNO. La scelta politica del Comune di Livorno, sia di quello della passata giunta Pd che dell’attuale governo a Cinque stelle, è chiara: gli abusi edilizi sulla collina del Limoncino devono essere demoliti. E la macchina amministrativa per portare a termine l’abbattimento delle opere illegali è già partita. Ma nessuno, ad oggi, sa con certezza i tempi di attuazione del piano di bonifica. Anche perché tra i frontisti e l’amministrazione comunale si prospetta una lunghissima battaglia legale davanti al Tribunale amministrativo di Firenze, che visti i tempi della giustizia potrebbe durare anni.

A innescare il meccanismo dei ricorsi, il diktat dell’ufficio edilizia del Comune, che nel 2013 aveva emesso un provvedimento con il quale intimava a chi avesse effettuato degli abusi di demolirli.

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A distanza di due anni, e dopo il rapporto firmato nell’estate del 2014 dagli uffici che si occupano di Edilizia privata e urbanistica, il Comune è venuto a conoscenza del ricorso presentato al Tribunale amministrativo di Firenze da parte di alcuni frontisti, a cominciare dalla portavoce del Comitato del Limoncino, Rosaria Scaffidi, contro il provvedimento dell’amministrazione.

Un disappunto che, tra l’altro, era emerso anche nella commissione organizzata ad hoc nel luglio scorso, quando lo stesso assessore all’urbanistica Alessandro Aurigi aveva spiegato chiaramente: «Il nostro mandato prevede la lotta all’abusivismo sul territorio, quindi scordiamoci qualsiasi strumentalizzazione del Piano di riqualificazione delle colline per altri scopi, inoltre anche le norme, per fortuna, non consentono nessuna sanatoria». La reazione del Comitato in quella occasione fu molto dura: «Ci trattate come mafiosi», «siete voi i veri abusivi» dissero in aula.

Uno scontro che adesso proseguirà in un’aula di Tribunale perché la giunta guidata da Filippo Nogarin, il 15 settembre scorso, ha deliberato (in forma unanime) - si legge nel documento - «di costituirsi nel giudizio promosso davanti al Tar Toscano da Rosaria Scaffidi ed altri in relazione alla pratica edilizia». Così la giunta ha dato mandato all’avvocato del Comune di difendere l’amministrazione comunale davanti al Tribunale amministrativo.

Da Firenze non è stata fissata la data dell’udienza per discutere la richiesta di annullamento del provvedimento da parte dei frontisti. In ogni caso, si tratterà molto probabilmente solo di un passaggio: qualunque delle due parti dovesse perdere questa prima battaglia cercherà di far valere le proprie ragioni in Corte d’appello e poi davanti al consiglio di Stato.

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