Toscana
Su Lonzi al Biscottino ora Colle frena
Il Comune esprime parere negativo sulle abilitazioni proprio nel giorno in cui la ditta presenta il piano di trasferimento
LIVORNO. Doveva essere il “D-day” per la partita dello smaltimento dei rifiuti, con l’avvio ufficiale della procedura per la delocalizzazione della Lonzi Metalli al Biscottino. È diventato invece il giorno del semaforo rosso dal Comune di Collesalvetti, che resta fermo sulle sue posizioni e si rivela contrario all’ipotesi del trasferimento in quel luogo della società che si occupa di stoccaggio e trattamento di rifiuti urbani e speciali.
Un atteggiamento tanto silenzioso quanto eloquente, quello dell’amministrazione colligiana. Che ieri mattina non ha preso parte all’incontro organizzato al Palazzo della Gherardesca di via Galilei: qui i rappresentanti dell’azienda con sede in via del Limone hanno illustrato il progetto di trasferimento nell’area di proprietà della Piattaforma Biscottino Spa, che è in affitto a un’altra società, la Biscottino trattamento terreni (Btt).
Si è trattato di un incontro preliminare e di natura tecnica, con la prima riunione della struttura operativa per la Valutazione di impatto ambientale (Via), convocata insieme alla conferenza dei servizi.
Ma è stato comunque il primo passo per discutere in concreto lo spostamento delle attività della Lonzi al Biscottino. All’appuntamento erano presenti i tecnici di Asl, Arpat e della Provincia, che hanno ascoltato la relazione dei rappresentanti dell’azienda che, stando al protocollo firmato con il Comune e la stessa Provincia, dovrebbe fare i bagagli da via del Limone entro giugno 2016.
Non è passata inosservata però l’assenza dei rappresentanti dell’amministrazione di Collesalvetti, che già in passato non aveva fatto mistero di avere perplessità sulla questione della delocalizzazione della ditta al Biscottino. Nell’aprile scorso, ad esempio, ci fu una polemica tra il sindaco colligiano Lorenzo Bacci e l’assessore all’ambiente livornese Giovanni Gordiani, con il primo che in particolare negava qualsiasi tipo di intesa tra le due amministrazioni sulla vicenda.
Poi nel giugno scorso il consiglio comunale di Colle ha approvato all’unanimità la mozione urgente sull’area del Biscottino, in cui sosteneva l’unica finalità della zona alla raccolta differenziata e alle attività legate al porta a porta, e si dichiarava contraria ad un cambio di destinazione.
Questo avveniva quando nel frattempo la Btt presentava in Provincia l’istanza di procedura unica integrata per ottenere la Via (Valutazione di impatto ambientale) e la modifica sostanziale dell’Aia (Autorizzazione integrata ambientale) ottenuta nel 2008 e rinnovata nel 2013, in vista del progetto riguardante “la realizzazione e l’esercizio di un impianto di smaltimento e recupero rifiuti, in attuazione del protocollo d’intesa per la delocalizzazione dell’impianto di gestione rifiuti della Lonzi”.
Ieri, come detto, da Collesalvetti il semaforo da giallo è diventato rosso. Perché il Comune ha espresso un parere ufficiale con il quale evidenzia il fatto che, secondo il Comune stesso, il richiedente (la Btt) non avrebbe titolo abilitativo ai fini dello svolgimento del tipo di attività proposta, perché il contratto di affitto in essere (con la Piattaforma Biscottino Spa) non prevede questa tipologia di attività.
E la prima cosa che dalla Provincia chiedevano al Comune colligiano consisteva proprio nella “verifica della fattibilità amministrativa dell’intervento, previo accertamento della disponibilità giuridica dell’area interessata”.
Insomma: lo stop, almeno dalla sponda di Collesalvetti, sarebbe arrivato ancora prima di cominciare a entrare nei dettagli del progetto. Resta ora da capire come avranno intenzione di procedere le parti.
L’unica cosa certa è che la Lonzi Metalli ha tempo fino al 30 giugno prossimo per lasciare la sede di via del Limone e trovare un’area più idonea per le attività dopo che la giunta livornese ha deliberato l’integrazione al protocollo d’intesa per la delocalizzazione dell’impianto industriale, siglato per la prima volta nel 2010.
L’autorizzazione ambientale della Provincia per continuare a svolgere le operazioni di stoccaggio e trattamento di rifiuti urbani e speciali (insieme al recupero di materiali come il ferro) era scaduta a fine giugno, ma era stata prorogata appunto di un anno, per permettere alla società “di concludere il percorso già avviato”.
Dopo l’incontro di ieri nel complesso della Gherardesca, i rappresentanti della proprietà della Lonzi hanno preferito non rilasciare dichiarazioni vista la fase particolarmente delicata. Ciò che è certo è che la ditta ha individuato nel Biscottino l’area ideale in cui trasferire le lavorazioni, con la Btt che si è impegnata, nel caso in cui arrivi l’ok da tutti gli organi preposti, a “volturare l’autorizzazione alla Lonzi”.
Oltre al punto interrogativo sulla partita del Biscottino, dopo il parere negativo del Comune di Colle, in molti già si chiedono cosa succederà nei prossimi mesi all’interno della sede di via del Limone: nel protocollo d’intesa la Lonzi si impegna a “svolgere tutti gli interventi di ripristino” del sito. Ma oggi pare veramente prematuro parlarne, se è vero che per l’azienda di smaltimento rifiuti non è stata ancora trovata una nuova sede in grado di mettere tutti d’accordo.
@carlinigiorgio
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