Gioco
Salta il tavolo tra Elia e sindacati, lunedì sciopero nazionale e incontro in Comune
L’azienda affiderà a terzi manutenzione e stoccaggio delle auto: ora la partita si sposta sul mantenimento della clausola sociale per i 60 lavoratori di via Firenze
LIVORNO. È saltato ancora prima di essere apparecchiato, il tavolo delle trattative nazionali tra azienda e sindacati sul futuro della Eliaambrosetti. L’azienda ha confermato di non avere alcuna intenzione di tornare sui propri passi e ritirare il piano di esternalizzazione dello stoccaggio e movimentazione auto. E il risultato è uno sciopero, il secondo in due settimane, fissato lunedì prossimo.
La situazione ci ha messo poco per precipitare: dal 15 settembre, giorno della presentazione del piano industriale da parte del nuovo cda dell’azienda, a ieri. In mezzo, i lavoratori delle unità operative (dieci in tutto lo Stivale) hanno provato a sottoporre due richieste all’azienda.
La principale riguardava il cosiddetto handling, cioè le operazioni di stoccaggio e preconsegna delle auto. La Bertani Trasporti ha già fatto sapere di voler esternalizzare il settore. Le sigle hanno proposto una ricontrattazione del modello di lavoro, rendendolo più flessibile alle esigenze del mercato. Ma la risposta è stata negativa. L’altro tema riguarda invece la sede nazionale dell’azienda: la nuova proprietà, Bertani Trasporti Spa, voleva portarla da Torino a Mantova per farne una unitaria. I sindacati hanno chiesto di farla a Pavia, più vicina a Torino. Ma la proprietà ha rifiutato.
Così, i sindacati hanno abbandonato il tavolo e hanno indetto uno sciopero nazionale di otto ore per lunedì. Un’astensione dal lavoro che interesserà tutte le unità operative del Paese.
A Livorno le esternalizzazioni interesseranno 60 dipendenti. Per loro a questo punto si prospetta la cessione a un’azienda esterna. E qui arriva il nodo fondamentale: la clausola di copertura sociale. Che per adesso non è stata garantita ma che i sindacati ritengono - comprensibilmente - intoccabile. Ad oggi tuttavia il non recepimento della richiesta significa che qualcuno rischia una diminuzione del reddito o di rimanere senza lavoro, visto che tutta l’operazione ruota attorno alla necessità di tagliare i costi e aumentare i guadagni.
Prospettiva terrificante, in un territorio dove negli ultimi mesi molti stabilimenti hanno chiuso (come Trw) e anche là dove il lavoro di sindacati e istituzioni è riuscito a creare nuova occupazione (People Care) li ha rimpiazzati ma senza riassorbirli. Per dirla con le parole di Giuseppe Gucciardo, rappresentante della Filt Cgil, «se a Livorno perdi lavoro non ti reimpieghi». Motivo per cui, davanti a questa situazione, si è mosssa anche l’amministrazione: durante lo sciopero di lunedì, informano i sindacati, alle 11 in Comune ci sarà un tavolo istituzionale, a cui parteciperanno lavoratori e parti sociali.
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