Il Tirreno

Livorno

Riesplode in città il caos-spazzini La nuova sede è un piazzale vuoto

di Maria Giorgia Corolini

Nel primo giorno di lavoro della Avr (che ha sostituito Cooplat) i 70 netturbini incrociano le braccia «Siamo senza docce né spogliatoi». E Aamps decide di ospitarli nei propri locali al Picchianti

4 MINUTI DI LETTURA





LIVORNO. Ai giorni già difficili di Aamps si aggiunge il caos spazzini, la protesta degli ex dipendenti Cooplat che ieri mattina hanno incrociato le braccia e minacciato lo sciopero a oltranza anche per la giornata di oggi.

Ad un anno esatto di distanza dalla durissima protesta che li aveva portati a spargere rifiuti davanti a Palazzo Civico contro l’amministrazione comunale, gli addetti allo spazzamento delle strade della città si trovano da ieri al centro di una nuova battaglia. Stavolta però nel mirino c’era la loro ditta. A cui ieri pomeriggio hanno piantato un bello sciopero proprio nel loro primo giorno di lavoro.

Perché da ieri Avr ha sostituito Cooplat nell’appalto di spazzamento. Ed è stato per certi versi paradossale che nel corso dell’intensa trattativa, ad un certo punto sia sembrato che proprio Cooplat - negli anni spesso contestata - fosse diventata l’ancora di salvataggio per risolvere la situazione o almeno tamponarla. Alla fine invece la soluzione l’hanno trovata i vertici di Aamps. E così oggi gli spazzini saranno in strada regolarmente.

Ma andiamo con ordine. «Mercoledì 30 settembre abbiamo firmato il contratto di lavoro con la nuova ditta appaltatrice del servizio, la pisana Avr-Manutencoop Pontedera - spiegano i lavoratori - ma quando siamo arrivati sul piazzale di proprietà della ditta non abbiamo trovato strutture idonee ad accoglierci e metterci in condizione di lavorare».

E in effetti in via Lepori 16, frazione di Stagno, nella sede dell'azienda, oltre ai bagni chimici e ad alcuni piccoli prefabbricati ancora da attrezzare, non c'è niente: è addirittura impossibile lavarsi le mani a fine turno. Niente spogliatoi, né docce: «Col freddo e con la pioggia di stamani - raccontano alcune dipendenti - siamo state costrette a cambiarci in macchina. Per non parlare dei bagni chimici, nemmeno fossimo a un concerto o a una sagra di paese».

«E' uno scandalo - spiega il rappresentante sindacale Giovanni Golino, segretario della funzione pubblica Cgil - il bando di gara è uscito in primavera ed Avr è stata addirittura l'unica a presentarsi, per un periodo ha ricevuto l'assegnazione provvisoria e, in estate, quella definitiva: cosa aspettavano a dotare il piazzale? Siamo lavoratori, non bestie. Ci sentiamo presi in giro».

L'amaro affiora prepotente sui volti di questi uomini e - sopratutto - donne che dopo una battaglia durata mesi si trovano a far fronte a difficoltà nuove: «Mancano le condizioni igieniche minime», ripetono. «Come se non bastasse - raccontano - oltre all'assenza di bagni e di uno spazio riscaldato, ci sono carenze anche per quanto riguarda gli attrezzi. Ci hanno dato le scope di saggina, nel 2015, e le cassette di metallo sono piccolissime. Ci siamo dovuti portare gli strumenti da casa, ma a fine turno ci toccherà metterli in macchina, sporchi come sono, e riportarceli indietro».

Il direttore di Avr Lorenzo Porciani si difende: «Abbiamo firmato il contratto d'appalto una settimana fa, e solo ieri i 70 contratti. Il tempo a nostra disposizione è stato poco, stiamo facendo il possibile per risolvere il problema«.

Come dicevamo inizialmente il salvatore della situazione sembrava paradossalmente poter essere la vecchia ditta appaltatrice: proprio a Cooplat, infatti, le parti volevano chiedere la disponibilità ad ospitare i lavoratori, almeno in via temporanea, nei vecchi locali di via Grotte delle Fate. Ma dalla cooperativa fiorentina si è atteso a lungo una risposta che non è arrivata.

E così dopo diverse ore di tensione la soluzione è stata trovata dalla stessa Aamps: fino a che Avr non avrà sistemato i locali, dotandoli di acqua corrente e bagni veri, l'azienda livornese metterà a disposizione dei dipendenti alcune stanze nella propria sede di via dell'Artigianato.

L’accordo è stato raggiunto nel tardo pomeriggio di ieri proprio in via dell’Artigianato e ha fatto dire a Giovanni Golino, segretario della funzione pubblica Cgil: «Se domani si spazzerà è soltanto grazie ad Aamps».

In effetti, per una volta, in mezzo a tanti guai economici e giudiziari, i vertici dell’azienda hanno dimostrato proprio quell’efficienza che l’assessore Lemmetti chiede spesso e su cui il presidente Iacomelli insiste dal primo giorno di insediamento.

In poche ore è stata trovata la soluzione rendendola operativa fin da stamani, con tutti i problemi che potevano esserci dal punto di vista della sicurezza sui luoghi di lavoro che Aamps deve garantire all’interno della sua struttura, della sicurezza all’entrata con i cartellini di accesso e di assicurazioni.

E’ chiaro - si penserà - che Aamps aveva tutto l’interesse il dovere di risolvere la questione, ma l’averla risolta merita un plauso.

Detto questo, su Aamps ricade anche in ultima istanza la responsabilità dei problemi creati da Avr. Ed è per questo da via dell’Artigianato è partita una diffida verso l'impresa «affinché provveda in tempi rapidissimi ad eliminare le gravi inadempienze contrattuali emerse a danno degli operatori e, conseguentemente, del servizio offerto per il mantenimento dell'igiene e del decoro cittadino».

«Non immaginavamo che la situazione fosse così grave», hanno sottolineato il presidente Iacomelli e il consigliere di amministrazione Di Gennaro, dopo aver visitato di persona il piazzale di Stagno. «Avr deve immediatamente risolvere la questione».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Toscana

Camaiore, addio a Giuseppe Vecoli: conosciuto commerciante con la passione per le moto

di Roy Lepore