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Il commento - Bilancio bocciato, non è vero che non è successo nulla

di Alessandro Guarducci
I consiglieri grillini durante un consiglio comunale
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I consiglieri grillini durante un consiglio comunale

Per "sostenere un pensiero critico nel momento del voto", come auspicano i consiglieri del Movimento 5 Stelle, si sarebbe potuto trovare una posizione meno rigida di un no a un atto elaborato dalla "propria" giunta.

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LIVORNO. La giunta del sindaco Filippo Nogarin - pur in assenza dei conti di una partecipata di grande importanza come l'Aamps - ha adempiuto al suo dovere di presentazione del bilancio consolidato sperimentale nei tempi previsti dalla legge (30 settembre). Il gruppo consiliare M5S ha condiviso interamente l'impianto della manovra definendo il documento "tecnicamente corretto" e apprezzando l'operato dell'assessore Lemmetti.

Proprio per questo motivo, si fa davvero fatica a comprendere la decisione - seppur presa dai consiglieri pentastellati in nome di un nuovo modo di fare politica - di votare no alla stessa stregua delle opposizioni che, invece, erano decisamente contrarie al contenuto di quel bilancio. Una astensione, dettata proprio della mancanza della contabilità di Aamps, sarebbe stata per esempio più comprensibile, perché avrebbe permesso al M5S di distinguersi da PD, FI, BL e CD, e sarebbe stata sicuramente più rispettosa nei confronti della giunta.

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Avrebbe evitato all'osservatore esterno - per usare le parole del sindaco - di balzare sulla poltrona, come invece è avvenuto di fronte al voto contrario del gruppo di maggioranza. E sempre citando le parole di Nogarin, le opposizioni non avrebbero fatto a gara nell'invocare le sue dimissioni. Ma soprattutto non ci sarebbe stato alcun bisogno, il giorno successivo, di riaffermare la piena fiducia nell'operato del sindaco e nella giunta da parte del gruppo consiliare stesso. Quasi a voler scacciare quel senso di bocciatura che inevitabilmente si era diffuso nei palazzi della politica.

Insomma, per "sostenere un pensiero critico anche nel momento del voto" e per perseguire "un democratico confronto", come auspicano i consiglieri 5 Stelle, si sarebbe potuto trovare una posizione meno rigida di un no a un atto elaborato dalla "propria" giunta. Un comportamento che sinceramente lascia disorientati.

Una ingenuità evitabile, che ha provocato tanto rumore ("per nulla", chiosa il sindaco), soprattutto se si pensa che nella pratica questo passo falso in consiglio non modifica il percorso intrapreso dall'amministrazione: l'approvazione del bilancio consolidato sperimentale non ha scadenza perentoria e dunque c'è tempo per recuperare un voto favorevole della maggioranza non appena ci sarà anche il bilancio di Aamps (questa sì che sarà una partita vera e complicata, considerata la difficilissima situazione finanziaria dell'azienda). Ma in politica si parla per atti e la forma ha un grande valore. E un no, anche in assenza di conseguenze amministrative, resta comunque un no.
 

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