La protesta
E Nogarin chiama in causa “Tex”
Polemica a colpi di fumetto su Facebook tra il sindaco e il consigliere Gazzetti
LIVORNO. Mancano pochi minuti alle 22.30 di mercoledì quando il sindaco Filippo Nogarin aggiorna il suo profilo Facebook. Lo fa al termine di una giornata convulsa a Palazzo civico: il consiglio comunale si è chiuso nel giro di mezz’ora, con il bilancio consolidato sperimentale bocciato dai voti contrari delle opposizioni ma soprattutto da quelli del gruppo consiliare del M5s.
Le minoranze parlano di un segnale politico grave e durissimo. Nogarin, che non era in aula al momento del voto, ha già commentato la vicenda con un «non è una bocciatura, siamo in attesa di avere il bilancio di Aamps per portare l’atto completo in approvazione».
Poi ecco il guizzo su Facebook: il sindaco pubblica una foto che ritrae una copertina di Tex Willer. Il titolo del fumetto è enigmatico: Il supplizio. Nogarin commenta con poche ma significative parole: “Quanto vi brucia”. Un’affermazione spiazzante (alla quale aggiunge una faccina sorridente) che sembra rivolgere a coloro che nelle ore precedenti, dai banchi delle opposizioni, hanno chiesto le sue dimissioni.
La conferma di questa lettura sembra arrivare il mattino seguente, quando il gruppo consiliare 5 Stelle, in una nota, spiega che la bocciatura del consolidato non equivale in alcun modo a un cenno di rottura con la giunta. È stato in realtà «un voto ponderato, anche in virtù del fatto che i revisori dei conti ci avevano confermato che non fosse prevista nessuna sanzione per l’amministrazione (né per i cittadini) e che le responsabilità per la mancata approvazione del bilancio di Aamps non fossero assolutamente imputabili né all’amministrazione né all’assessore Lemmetti, che godono della nostra completa fiducia».
Sul web, nel frattempo, prosegue la polemica a colpi di copertina. Il consigliere regionale Pd, Francesco Gazzetti, sul suo profilo rilancia una “prima” dell’altrettanto popolare Dylan Dog, spiegando di preferire questo fumetto a Tex Willer. Non servono spiegazioni sul significato della scelta. Il titolo parla da solo: I segni della fine.
Nelle ore seguenti sul social network è un rincorrersi di immagini che richiamano il fumetto di Nogarin. Il dem Alessio Quintavalle, ad esempio, suggerisce al sindaco un’altra copertina, sempre di Tex: il titolo è Uno contro venti e il riferimento è chiaro: l’uno è Nogarin, i 20 sono i consiglieri grillini. Il caso vuole che sia la stessa immagine usata da Nogarin nel maggio scorso sentendosi isolato in un comitato portuale.
Anche il capogruppo Pd in consiglio, Pietro Caruso, prende spunto dal «post guascone e inopportuno» del sindaco per sottolineare che «mentre le opposizioni si preoccupavano del futuro della città, lui si dilettava a postare una copertina di Tex dileggiando chi criticava».
Sul bilancio bocciato, il primo cittadino si fa serio con un secondo intervento, in cui parla di «tanto rumore per nulla»: spiega che «non armonizzare il bilancio del Comune con quello di Aamps avrebbe significato votare un atto fittizio», e precisa che «il termine del 30 settembre è per la presentazione del bilancio consuntivo, e non necessariamente la sua approvazione».
Poi però non resiste e commenta il post di Gazzetti: «Il povero Dylan Dog in fondo all’abisso - scrive Nogarin descrivendo l’immagine - rinchiuso in una vecchia cabina telefonica con indosso la camicia rossa. E in alto l’evidenza della scritta “Ristampa”. Niente di più azzeccato per chi ne fa il suo emblema. Sempre più ancorati al fondo. Non dispiace».
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