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Livorno

sos liquiditÀ, Rischia di fermarsi la raccolta rifiuti

L’azienda ha finito i soldi sul conto ma sono in arrivo 9 milioni di Tari

di Giulio Corsi
L’azienda ha finito i soldi sul conto ma sono in arrivo 9 milioni di Tari

LIVORNO. Ieri mattina dagli uffici di via dell’Artigianato sono partiti i bonifici verso i creditori della moratoria Rosi. 800mila euro circa - la cui scadenza era fissata entro il mese di settembre...

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LIVORNO. Ieri mattina dagli uffici di via dell’Artigianato sono partiti i bonifici verso i creditori della moratoria Rosi. 800mila euro circa - la cui scadenza era fissata entro il mese di settembre - che l’azienda ha regolarmente saldato.

Con quel pagamento però, il conto corrente di Aamps si è prosciugato. In cassa - a quanto risulta al Tirreno - sarebbero rimasti pochi spiccioli, alcune decine di migliaia di euro, che però sono intoccabili visto che dovranno servire per i periodici obblighi fiscali per conto dei dipendenti, a cui l’azienda deve assolvere.

Il risultato è lampante: Aamps ha terminato la liquidità. Un po’ come quando una famiglia resta a secco col conto corrente e attende il 27 del mese per riscuotere lo stipendio e respirare un po’.

Anche Aamps attende. Stavolta non la famosa iniezione di soldi freschi che sta chiedendo, quasi implorando da oltre un anno, prima con Fommei, poi con Di Gennaro e infine con Iacomelli. No, intanto attende che palazzo civico versi la rata trimestrale da nove milioni circa che deve all’azienda per il servizio di igiene ambientale. Stamani Aamps presenterà la fattura al Comune e l’amministrazione dovrà pagare, subito.

Ieri sera l’assessore al bilancio Lemmetti ha garantito che il saldo di quanto dovuto sarà immediato e presumibilmente Aamps riscuoterà la sua maxi-rata da nove milioni da qui a lunedì. «Ho parlato con Iacomelli – ha detto Lemmetti subito prima del Cda – l’ho rassicurato rispetto ai 9 milioni del cointratto di servizio e mi ha confermato che ci sono i presupposti per la continuità aziendale». Se un qualunque ritardo però dovesse intervenire, l’azienda rischierebbe di non avere più la liquidità economica per mandare avanti l’attività. Mancherebbero non solo i soldi per gli stipendi ma anche quelli per la benzina dei camion, il che provocherebbe il blocco del servizio e il caos in città. E’ anche per questo che palazzo civico non potrà non rispettare rigorosamente i tempi di pagamento.

Ma è chiaro che una situazione di questo tipo, con i conti costantemente sull’orlo del precipizio, non potrà andare avanti ancora a lungo.

Ci si chiederà: perché Aamps non riesce a mantenersi con i 35 milioni circa (pagati dai livornesi attraverso la Tari) che le arriveranno nel 2015 dalle casse comunali sulla base del contratto di servizio?

L’assessore Lemmetti chiede più efficienza ed è esattamente ciò su cui sta lavorando il presidente del cda Iacomelli, che sulla riorganizzazione e sulla razionalizzazione di spese e personale ha già percorso passi da gigante. L’impressione tuttavia è che non basti recuperare in efficienza. I debiti pregressi con i fornitori, che l’azienda non può protrarre ulteriormente, i mutui con le banche e gli interessi rappresentano una montagna troppo grande da scalare con le proprie mani, cioè solo con i soldi della Tari, destinati alla quotidianità aziendale. E’ un po’ quello che i vari management che si sono succeduti in questi mesi stanno dicendo al Comune, trovandosi però di fronte il muro di Lemmetti: «Serve una iniezione di diversi milioni (una decina) per rimettere i conti in ordine e permettere ad Aamps di ripartire», è all’incirca il ritornello.

Da qui a dicembre il problema si ripresenterà e allora palazzo civico dovrà prendere una decisione: metter mano al portafoglio o lasciare in agonia e prima o poi vederla morire.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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