Il Tirreno

Livorno

Indagine sull’auto di Aamps, le ipotesi sono peculato e falso

di Federico Lazzotti
Indagine sull’auto di Aamps, le ipotesi sono peculato e falso

Livorno, si sono conclusi gli accertamenti amministrativi sul consulente Marzovilla, la municipale ha inviato in Procura l’informativa dopo la denuncia in Comune

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LIVORNO. Sono di peculato - per l’uso dell’auto aziendale - e falso riguardo al contratto di collaborazione con Aamps, le ipotesi di reato a cui è arrivata la sezione di polizia giudiziaria della Municipale che nei giorni scorsi ha chiuso l’indagine interna iniziata per fare luce sul caso di Andrea Marzovilla, il consulente messo sotto contratto per sei mesi: dal febbraio scorso all’inizio dell’estate. E uscito dall’azienda di via dell’Artigianato portando con sé una “cartellina verde” piena di accuse che hanno a loro volta dato origine a un’altra indagine penale.

Ora, tutto il materiale raccolto in questo filone dagli investigatori della Municipale negli ultimi tre mesi è stato inviato alla Procura della Repubblica che dovrà assegnare il fascicolo, il terzo aperto su Aamps da aprile scorso, e verificare se i riscontri emersi durante gli accertamenti possano o meno avere una rilevanza penale.

Certo è che dalle indagini, e dai vari memoriali e relazioni sottoscritti e pubblicati dai protagonisti in questi mesi turbolenti, di ombre ne sono venute fuori già parecchie. A metà luglio, a far scattare gli accertamenti, era stata un’interrogazione firmata dalla consigliera comunale Elisa Amato che chiedeva conto al sindaco Filippo Nogarin delle multe prese da un veicolo intestato all’azienda dei rifiuti.

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È scavando sui poteri di Marzovilla durante quei sei mesi trascorsi in Aamps e sui suoi benefit, che gli investigatori hanno acquisito, siamo ad agosto, il contratto di collaborazione e ricostruito anche il passato del consulente voluto da Nogarin.

Ad esempio è emerso che Marzovilla sarebbe irreperibile da un punto di vista fiscale e dal dicembre 2014 anche dal Comune di Firenze dove prima era residente. Ma nonostante questa poco trasparente identità amministrativa è stato ugualmente chiamato da una società pubblica guidata da una giunta che fa della trasparenza un cavallo di battaglia. Ciò che comunque ha aperto nuovi scenari dentro l’inchiesta, è stata l’acquisizione del contratto firmato il 6 febbraio dallo stesso Marzovilla con Aamps.

Bene, è stato accertato che il documento è stato controfirmato dall’avvocato della società e non dall’allora amministratore unico Marco Di Gennaro, che invece ne aveva il diritto e la responsabilità visto che nello statuto dell’azienda solo l’amministratore unico ha il potere di assumere. «Quel giorno - ha ripetuto più volte Di Gennaro - ero in malattia».

È per questo motivo che secondo gli investigatori quel contratto, da circa 3.500 euro al mese, risulterebbe nullo, dunque un falso a tutti gli effetti. C’è poi la questione delle multe, sei in tutto, elevate dai vigili urbani all’auto in uso a Marzovilla tra la metà di febbraio e il 10 luglio scorso, sempre nella zona tra via Ricasoli e via delle Bandierine dove il consulente aveva preso una casa in affitto. Se potesse il consulente usare il veicolo anche di notte è la domanda a cui dovrà rispondere il pubblico ministero a cui sarà assegnato il fascicolo.

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Alle contravvenzioni vanno aggiunti anche i rifornimenti per il carburante, poco più di duecento euro, e un incidente nel quale è stato coinvolto. È nell’uso, o meglio nell’eventuale abuso, di un veicolo dell’azienda che si configurerebbe il reato di peculato nei confronti di Marzovilla. Queste le ipotesi sostenute dagli inquirenti, ma va sottolineato che al momento in questa vicenda non risulta alcun indagato. Ma oltre alle conseguenze penali di questa inchiesta, che si conosceranno solo tra qualche tempo, ci potrebbero essere anche degli scossoni politici.

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