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Goldoni, sarà Leone il nuovo direttore. Ma scoppia la polemica: "E' amico di Nogarin"
La nomina annunciata in consiglio scatena la reazione di Bruciati (Buongiorno): «Si sapeva da un anno, altro che selezione, sfido la giunta a portare in commissione tutti i curricula». Secondo il sindaco l’uomo di teatro rosignanese ha le competenze necessarie e sarà super partes
LIVORNO. Ad annunciarlo è stata la vicesindaco Stella Sorgente: Marco Leone sarà nominato direttore della Fondazione Goldoni. Ma appena lo ha fatto, mercoledì 30 in consiglio comunale, è scoppiata una polemica di fuoco: «Altro che selezione dei curricula, è amico del sindaco...».
Andiamo per gradi. Leone – uomo di teatro, rosignanese, già direttore di Artimbanco, la scuola comunale di teatro di Cecina – prenderà il testimone dal dirigente comunale (nonché attivista a 5 Stelle) Paolo Demi, che nell’ultimo anno si è diviso tra l’ufficio turismo del municipio e la guida del principale teatro livornese.
L’annuncio di Sorgente in consiglio è stato seguito poco dopo da una nota ufficiale del sindaco Filippo Nogarin, che in qualità di presidente della Fondazione ha annunciato che è stato «sciolto il nodo». «Questo anno di transizione – si legge nella nota – è stato utilissimo per comprendere quali criteri adottare nell'individuare questa figura. Non è soltanto rituale quindi il ringraziamento che va a Paolo Demi, vera risorsa dell'amministrazione comunale, per il suo lavoro appassionato, per il suo impegno e attaccamento al nostra fondazione teatrale, principale attore della vita culturale cittadina».
«In questa fase di lacrime, sudore e sangue per gli enti locali – aggiunge Nogarin – il mondo dell'arte e della cultura è ridotto a mero fattore di costo e raramente riconosciuto come risorsa: troppo spesso, quanto a risorse e stanziamenti, risulta essere fanalino di coda nei bilanci statali». Quindi spiega così la scelta di Leone: «Quando si è trattato di individuare i requisiti per il nuovo direttore, grande importanza è stata data alle capacità nel campo del fundraising e della progettazione europea. Altro criterio guida è stato quello di puntare su un professionista del settore, su un operatore teatrale, che quindi più di altri può riuscire a raggiungere obiettivi ritenuti da questa amministrazione significativi come dare un nuovo impulso all'industria della cultura e creare occupazione, rivitalizzare la città, facilitare l'aggregazione spontanea, stimolare il senso di appartenenza al territorio e alla comunità, aumentare per tutti la percezione di poter pensare a nuove opportunità». Aggiunge anche che «serve che la figura del direttore sia legata alla città, ma non appartenga a gruppi e associazioni cittadine, per essere così davvero super partes» e che «abbia un'esperienza internazionale nel campo della didattica e della formazione artistica e teatrale». E conclude: «Tra i curricula che sono giunti, dopo attenta valutazione, è stato scelto quello di Marco Leone».
Un ritornello, quello del curriculum, che è stato ripetuto in consiglio anche dalla vicesindaco. Ma che ha scatenato la durissima polemica di Marco Bruciati, operatore culturale della città prima ancora che consigliere comunale di Buongiorno Livorno. Bruciati non ha girato intorno alle parole: «Verrebbe da dire finalmente – ha esordito al microfono dopo l’annuncio della nomina di Leone – visto che è un anno che si sa che sarebbe stato nominato lui, nonostante le manfrine che qualcuno ha provato fare. Nel momento in cui la città e soprattutto gli operatori culturali vengono presi in giro, è bene che le cose vengano dette chiare e tonde...». Il tono sale: «Siamo contenti che almeno il nodo sia stato sciolto, ma ci dispiace vedere che, nonostante le amministrazioni precedenti siano state criticate per scelte con commistioni politiche, ora – a prescindere dal profilo artistico e personale del nuovo direttore – per l’ennesima volta una carica viene ricoperta da un amico del sindaco. Perché Marco Leone, è bene che si sappia, è un amico del sindaco». Nel salone cala il silenzio: «Visto che invece continuate a parlare di selezioni e curricula, sfido l’amministrazione a venire in commissione e a portare tutti i curricula arrivati per fare il direttore generale, poi vediamo insieme se la sua è una scelta ad personam perché amico del sindaco o una scelta ponderata».
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