Il Tirreno

Livorno

Collesalvetti e Capraia «Sull’ospedale dovete ascoltare anche noi»

Collesalvetti e Capraia «Sull’ospedale dovete ascoltare anche noi»

I sindaci Bacci e Guarente scrivono alla Regione e all’Asl «Nogarin ha stoppato Montenero, ora dovete coinvolgerci»

2 MINUTI DI LETTURA





LIVORNO. Il sindaco Nogarin ha deciso di mettere la parola fine sul nuovo ospedale di Montenero? Bene, però sulla scelta alternativa anche i territori di Collesalvetti e dell’isola di Capraia siano parte attiva del percorso di discussione e di decisione.

E’ - in sintesi - la richiesta che arriva congiuntamente dai sindaci Bacci e Guarante. Che in una lettera a doppia firma, indirizzata all’assessore regionale Saccardi, al commissario della maxi Asl De Lauretis, al vicecommissario Porfido e soltanto per conoscenza al sindaco Nogarin, ricordano alla Regione come «le due comunità, facendo parte integrante e sostanziale della zona livornese, abbiano il diritto di partecipare a scelte così importanti per la salute pubblica».

«Abbiamo preso atto - scrivono i due sindaci - della dichiarazione del Comune di Livorno relativa alla volontà di modificare l’accordo di programma siglato con la Regione Toscana nel 2010 per la costruzione del nuovo ospedale. Considerato che l’oggetto della revisione riguarda aspatti di forte interesse per le comunità che amministriamo, tra cui la possibile individuazione di una localizzazione diversa da quella attualmente prevista a Banditella Bassa, chiediamo di partecipare congiuntamente con tutti gli attori interessati alla revisione dell’accordo».

E’ una rivendicazione forte che assume poi toni comunque propositivi: «La nostra volontà nasce dalla certezza che creare momenti di condivisione, creare sinergie, individuare interessi comuni, porti a scelte più consapevoli per un governo qualificante delle comunità che amministriamo».

(g.c.)

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Italia

Milano, scontri al corteo sul carovita: tavoli e sedie contro la polizia. Ci sono feriti – Disordini anche a Torino e Bologna

di Redazione web