Il Tirreno

Livorno

dopo il voto in ritardo a marzo

Già una diffida della Corte per il piano delle partecipate

LIVORNO. La Corte dei Conti ha già diffidato il Comune per la mancata approvazione entro il 31 marzo scorso del piano proposto dalla giunta per la razionalizzazione delle società comunali e delle...

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LIVORNO. La Corte dei Conti ha già diffidato il Comune per la mancata approvazione entro il 31 marzo scorso del piano proposto dalla giunta per la razionalizzazione delle società comunali e delle partecipazioni societarie. Piano che poi è stato approvato prima della fine di luglio. La diffida era accompagnata dall’avvertimento che se in futuro si dovesse determinare un danno all’ente derivante da quella scelta, chi ha concorso a non deliberare a non giusta ragione verrebbe sanzionato. I retroscena di quella diffida sono saltati fuori ieri, quando ha iniziato a concretizzarsi la possibilità che la maggioranza oggi non lasci passare il consolidato sperimentale senza il bilancio di Aamps.

Ma al di là dei tecnicismi e degli aspetti amministrativi e legali, a saltare all’occhio è l’aspetto politico. Già in quell’occasione, infatti, il gruppo aveva voluto dare a modo suo un segnale alla giunta imponendo uno slittamento del voto perché nell’atto in questione si diceva che entro la fine dell’anno Aamps sarebbe andata a morire per entrare definitivamente in Reti Ambiente.

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