Gioco
Comune e Aamps finiscono nel limbo dei crediti inesigibili
In ballo 11 milioni ex Tia. Lemmetti: «Verifiche a campione prima di metterli in bolletta». E il bilancio dell’azienda non c’è
LIVORNO. Che «siamo nel limbo» lo dice lo stesso assessore Gianni Lemmetti. Il riferimento è al pacchetto dei crediti Tia che Aamps non ha riscosso negli anni passati e che oggi risultano inesigibili. Crediti sui quali, si viene ora a sapere, il Comune ha avviato una serie di verifiche a campione.
Non si tratta di un tecnicismo ma di una partita cruciale, considerando che per Aamps superano i 10 milioni di euro e che oggi il decreto Enti locali consente al Comune di spalmarli direttamente sulle bollette della Tari. Le bollette di tutti, anche di chi ha sempre pagato.
E qui sta il nodo, anzi uno dei nodi del complicato bilancio di Aamps ancora in costruzione. «Fino all’entrata in vigore del decreto 78, trasformato in legge in agosto – ha ripetuto ieri in commissione Lemmetti – Sorit (il riscossore per conto di Aamps) comunicava all’ex municipalizzata quanti e quali erano i crediti inesigibili. Ora il Comune ribalta quei crediti in tariffa e deve fare ulteriori verifiche per essere sicuro che siano davvero inesigibili...». Anche perché, fa sapere, «ci siamo accorti che non tutti erano inesigibili, l’importo a oggi non è ancora totalmente attendibile» e quindi «la documentazione arrivata da Sorit non basta: siamo nel limbo, c’è un lavoro in corso». Da fare a tutela dell’amministrazione che quei soldi mette in bolletta, da fare a tutela dei livornesi che si trovano a pagare i debiti fatti da qualcun altro.
Eppure Aamps ha fornito dati precisi su questo fronte. Intanto va precisato che dal 2006 al 2009 il riscossore dell’azienda era Equitalia, mentre dal 2009 è Sorit, che quindi è anche la società titolata a dare comunicazione ufficiale di inesigibilità dei crediti. Stando ai dati forniti da via dell’Artigianato, Aamps oggi vanta più di 26 milioni di crediti Tia non riscossi dal 2006 al 2012: 19 di questi derivano da utenze non domestiche (circa 4.000) e una parte di questi è stata dichiarata inesigibile. In totale secondo la certificazione in mano all’azienda i crediti inesigibili sono complessivamente tra i 10 e gli 11 milioni di euro.
Altra cosa sono i 21 milioni che il cda di Aamps ha messo a perdita nel 2014 per partite straordinarie accumulate negli anni passati: dai famigerati crediti Tia ai 4,5 milioni di quote Cip 6 (intervallo 2003-2010) che Aamps dovrà restituire al Gse, il Gestore dei servizi energetici.
Sta di fatto che il bilancio di Aamps ancora non si vede, salvo quella bozza «in unica copia» che ieri sarebbe circolata in municipio primo della giunta. «C’è un nuovo braccio di ferro tra amministrazione comunale e vertici Aamps», ha attaccato in commissione il capogruppo del Pd, Pietro Caruso. Ma alla fine i tempi quali sono? L’assessore ha fatto sapere che oggi si riunirà per l’ennesima volta il Cda e che, salvo intoppi, dovrebbero volerci una trentina di giorni per riconvocare l’assemblea dei soci e approvare il bilancio. Salvo intoppi.
Intanto nella delibera sul consolidato che sarà discussa oggi in consiglio viene ricordato che il 29 maggio il cda di Aamps aveva già approvato un progetto di bilancio e che la giunta comunale ha proposto di posticiparne l’approvazione (che in prima battuta era prevista per il 29 giugno) «affinché fossero approfonditi e verificati i riflessi che avrebbero determinato le previsioni contenute nel Dl 78/2015 sul bilancio della società». Ora però i tempi stringono. E c’è da decidere anche cosa fare con Reti Ambiente.
(j.g.)
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