Il Tirreno

Livorno

Un ponte prefabbricato per il traffico di Salviano

di Riccardo Rimondi

La proposta di Cannito: «Comprarlo costa 400 mila euro, ma si può affittare» L’idea di Città Diversa per collegare via dei Pelaghi con la zona del distretto Asl

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LIVORNO. Per creare il collegamento tra via Peppino Impastato e via dei Pelaghi serve un ponte da 26 metri. Come ben sanno i residenti della zona, il problema risale al 2004. In questi undici anni, però, la bretella necessaria ad alleggerire il traffico di Salviano e Borgo Magrignano è rimasta un progetto, una speranza, e gli automobilisti sono sempre stati costretti ad allungare il loro percorso, ritrovandosi nel caos di via di Salviano o della Variante Aurelia.

Ora è Città Diversa a proporre un nuovo progetto per risolvere una delle questioni annose del traffico livornese: il consigliere comunale Marco Cannito ha presentato un progetto per posare un ponte prefabbricato. Accanto a lui c'erano i membri del gruppo di lavoro con cui ha studiato il piano.

L'idea del gruppo civico è semplice: nessun ponte in muratura, ma uno in acciaio, che sarebbe solo da montare, con un prezzo di acquisto di circa 400 mila euro. Ma non sarebbe obbligatorio comprarlo, spiegano da Città Diversa: lo si potrebbe affittare per due anni a un prezzo di circa 140mila euro e decidere alla fine se riscattarlo o meno.

I tempi per avere l'opera, assicura Cannito, sarebbero molto brevi: «Quindici giorni dal momento della prenotazione per avere la consegna del ponte, più qualche altra settimana per montarlo. In tutto, al massimo 60 giorni». Teoricamente, quindi, sarebbe possibile - comprandolo subito - averlo già entro la fine dell'anno. E così, già nel 2016, Livorno avrebbe a disposizione una bretella in grado di collegare Salviano, Borgo Magrignano, Leccia e Scopaia, vicinissima al Poliambulatorio di via Impastato e alla motorizzazione civile.

In sostanza, il ponte permetterebbe da un lato di raggiungere più velocemente il distretto socio-sanitario di Salviano e dall'altro il passaggio dei grossi mezzi. La larghezza della carreggiata, con due corsie di scorrimento e a due sensi di marcia, sarebbe di 7,30 metri, a cui verrebbe aggiunta una pista ciclo-pedonale larga due metri.

Ora la palla passa all'amministrazione comunale e al sindaco Filippo Nogarin, a cui Cannito ricorda le parole del dicembre scorso: «Abbiamo chiesto più volte in Consiglio e in Commissione di fare qualcosa. Dopo i tanti anni passati, l'attuale amministrazione ha perso altro tempo. Non è stato rispettato quanto affermato in assemblea pubblica il 18 dicembre che i lavori per il ponte sarebbero partiti il 25 gennaio».

L'attuazione del ponte, in realtà, sarebbe a carico del consorzio Edilporto, che avrebbe tempo fino al 2017 per realizzarlo. Ma Città Diversa e i comitati di residenti sono convinti che il Comune potrebbe intervenire con un'ordinanza d'urgenza e costruirlo in proprio. O, come in questo caso, procurarselo già pronto, solo da montare.

Sarebbe una struttura che ricorderebbe i ponti "bailey", altra possibilità che al gruppo civico non dispiace: «Bisognerebbe rivolgersi al genio militare. Il vantaggio sarebbe che le avremmo quasi gratis». Anche se l'opzione prediletta resta il prefabbricato comprato da privati, piuttosto che una struttura che di solito viene utilizzata nelle condizioni di emergenza.

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