Il Tirreno

Livorno

M5s congela la richiesta di uscita da RetiAmbiente

di Juna Goti
Dentro o fuori da RetiAmbiente? I Cinque Stelle cercano una posizione univoca
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Dentro o fuori da RetiAmbiente? I Cinque Stelle cercano una posizione univoca

Livorno, la frenata dei consiglieri grillini nasce dai rilievi tecnici fatti dal segretario generale, ma anche dall'invito politico degli assessori Lemmetti e Gordiani

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LIVORNO. Alla fine, di fronte al parere negativo degli uffici e anche allo sbarramento della giunta, i consiglieri comunali del Movimento 5 stelle hanno fatto un passo indietro rispetto alla proposta di delibera che chiedeva di uscire con un colpo di spugna da Reti Ambiente, abrogando la delibera 151 del 2001. Nel pomeriggio di lunedì 28, in consiglio comunale, l'atto non è stato infatti ritirato ma lo stesso primo firmatario, Alessandro Mazzacca (M5s) ha chiesto subito, in apertura della discussione, di sospendere la votazione e quindi di non iniziare il dibattito.

Che i 5 Stelle avrebbero fatto un passo indietro rispetto a questo atto si era capito già in mattinata, quando i consiglieri di maggioranza hanno avuto un confronto pubblico in commissione con i tecnici e con il segretario generale di Palazzo Civico, Giuseppe Ascione. La commissione si è aperta con Mazzacca che ha ribadito che “per noi gli Ato sono enti illegittimi”, “non sono altro che carrozzoni inutili” e “l’obiettivo politico è uscire da Reti Ambiente”. Quindi ha chiesto conto ai tecnici del Comune del parere negativo dato sulla proposta di delibera.

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Il dirigente Nicola Falleni è stato chiaro: prima di tutto entrerebbe in conflitto con un’altra delibera, la 209 del 31 luglio, con cui lo stesso consiglio comunale ha deciso di intraprendere un percorso per modificare gli effetti della 151, ma non di abrogarla. E comunque “prima servirebbero altri passaggi giuridico formali: la modifica degli atti approvati dagli organi competenti dell'Ato Costa sulle modalità di affidamento del servizio e le conseguenti modifiche dello statuto di RetiAmbiente».

Il segretario generale è stato anche più chiaro e interpellato dalla presidente della commissione, Elisa Amato (Forza Italia) sugli eventuali effetti dell’approvazione di una delibera come quella che era stata proposta dai 5 Stelle, anche rispetto alle responsabilità di chi la votasse, ha risposto così: “Difficile da dire, ma non è che si possono mettere le mani sul fuoco…”. “L’intera proposta è motivata sulla base di una illegittimità della legge regionale che disciplina gli Ato per la gestione dei rifiuti: non entro nel merito, ma lascia perplessi questa impostazione, perché stiamo parlando di un atto legislativo rispetto al quale si possono legittimamente avere opinioni, ma che va rispettato…”. Quindi? “Può accadere - ha spiegato il segretario - che soggetti esterni facciano ricorso contro la delibera, che visto anche il parere negativo già dato dai nostri uffici per tutte le ragioni espresse, metterebbe il Comune nelle condizioni di perdere cause e pagare le spese. Dopodiché inciderebbe anche su percorsi che riguardano altre amministrazioni comunali, che potrebbero chiedere danni e risarcimenti”. Il segretario, insomma, è chiarissimo. Il segretario ha annunciato anche un suo parere scritto.

Ma il problema non è stato tanto - anzi solo- di natura tecnica. Gli stessi assessori Lemmetti e Gordiani - prima in commissione poi in consiglio- hanno invitato i 5 stelle a ripensarci, come poi è stato. Resta comunque l'indirizzo politico del gruppo m5s, ora all'attenzione del consiglio comunale con un nuovo atto: "trasformare Aamps da una spa a una società speciale per dire comunque no ai privati e a Reti Ambiente"

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