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Famiglia e diritti gay, sul lungomare pacifico duello fra protesta e controprotesta
All'iniziativa di La Manif Pour Tous in nome della difesa della famiglia si è contrapposta sul lungomare la contro-manifestazione di quanti chiedono rispetto per gli omosessuali
LIVORNO. Sul lungomare sono andate in scena in tandem sia l’iniziativa di La Manif Pour Tous sia la contro-manifestazione. Al Gazebo della Terrazza Mascagni i protagonisti della battaglia – spiegano - “a sostegno della famiglia e contro il disegno di legge Cirinnà che prevede le unioni omosessuali, equiparandole al matrimonio, ivi compresa la facoltà di adottare”. Poco più a sud, alla Baracchina Bianca, la protesta di segno opposto da parte del mondo che si batte per i diritti gay, a cominciare dall’Agedo e dalla Rete degli studenti medi.
La Manif Pour Tous nasce sulla scia dell’associazione francese e vuol contestare, come sottolineano i promotori dell’iniziativa di lotta, “l'introduzione della mentalità gender che si vuole imporre con la forza anche nelle scuole e che aggraverà i già dolorosi danni personali e sociali delle leggi contro la famiglia”. A ciò si aggiunga quella che viene definita la “volontà di difendere anche la libertà di pensiero poiché le esperienze negli altri Paesi dimostrano che l'ideologia gender viene imposta con la forza, senza rispetto per la libertà di coscienza e per il diritto di educare i propri figli in famiglia”.
La contromanifestazione invece usa l’arma dell’ironia e su una figura di Mastro Lindo emblema macho sono state scritte rivendicazioni (“Give love a chance” oppure “Stesso amore stessi diritti”) e frasi ironiche (“E se Mastro Lindo fosse gay?”) o anche mostrando lo striscione della “Chiesa pastafariana”.
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