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Livorno

«Livorno come Astana alt al consumo di suolo rivoluzionate la città»

«Livorno come Astana alt al consumo di suolo rivoluzionate la città»

LIVORNO. «Vorrei aiutarvi a superare l’isolamento: a sentirvi parlare sembra che Livorno sia un piccolissimo comune e che questa sia la sezione di un piccolo partito. In realtà Livorno è la terza...

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LIVORNO. «Vorrei aiutarvi a superare l’isolamento: a sentirvi parlare sembra che Livorno sia un piccolissimo comune e che questa sia la sezione di un piccolo partito. In realtà Livorno è la terza città della Toscana e il Pd è il più grande partito italiano. Non è il momento del pessimismo, la città ritrovi un’identità». A suonare la sveglia del Pd, ieri, c’ha pensato l’ex assessore all’urbanistica, oggi guida della ministeriale #italiasicura, Mauro Grassi.

Il renzianissimo Mauro Grassi, che ha aperto il suo intervento dicendo che «le soluzioni ai problemi delle città, che hanno da anni un deficit di investimenti, le sta trovando questo governo». Frase che ha tirato fuori il sorriso ironico all’amico, ma per niente renziano, De Filicaia. «A Roma – ripete Grassi – stiamo cercando di rilanciare la crescita, il governo ha capito che per farlo devono ripartire i consumi dei cittadini e gli investimenti pubblici. Spostando anche un po’ di soldi dalle autostrade alle città». «Per questo – e qui arriva a Livorno – quando ero assessore dicevo che si doveva fare subito il piano strutturale: per cogliere ripresa e investimenti. Invece Livorno ha perso tempo e arriva tardi: il Pd deve fare mea culpa, ma anche i grillini governano da un anno e mezzo».

Per Livorno, Grassi traccia alcune «grandi direttrici»: «Stop al consumo di suolo pubblico, non c’è più niente da costruire, si è fatto abbastanza, semmai c’è da recuperare: io lo metteri al primo punto del Prg». E cita l’Expo: «Livorno guardi ad esempio ad Astana, bella e moderna città del Kazakistan: sia smart, incentivi chi vuole recuperare e rendere più bello quello che già c’è, approfittando del fatto che non ha un retaggio medioevale». Da ultimo le colline e gli annessi: «Avevo fatto una proposta di mediazione che non si può più attuare, perché c’è il piano paesaggistico regionale. Quindi bisogna togliere la ferita dell’abusivismo, magari organizzando villaggi turistici collinari, con annessi regolari, di legno: i cittadini disposti a cedere il loro terreno al Comune e ad abbattere gli abusi potrebbero avere concessioni novantennali nel villaggio. Facciamo interagire tutta la costa, sviluppando anche un turismo verde...». (j.g.)

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