Il lutto
In carcere la stalker cubana
Dopo l’ultima violazione dei domiciliari è stata portata alle Sughere
LIVORNO. Il giudice l’aveva condannata agli arresti domiciliari sperando così di mettere un freno ai suoi comportamenti violenti nei confronti dei quattro ex compagni. Ma la misura restrittiva non è riuscita a fermare la stalker cubana, che ogni volta, dopo essere stata condotta nella sua abitazione dai carabinieri, finiva per allontanarsi nuovamente da casa.
Per questo motivo per la 36enne, dopo l’ennesima violazione, si sono aperte le porte del carcere. Nella serata di venerdì la donna è stata portata alle Sughere, dopo la nuova ordinanza di custodia cautelare emessa dal giudice per le indagini preliminari.
La donna cubana non era riuscita ad accettare la fine dei propri rapporti sentimentali, intrattenuti con quattro livornesi nell’ultimo anno e in momenti diversi, al punto di perseguitarli danneggiando le loro auto e i loro motorini, ma anche pedinando gli stessi malcapitati e offendendoli ad ogni minima occasione.
Per questo c’erano quattro procedimenti a suo carico, ma erano quattro pratiche diverse, con altrettanti magistrati. Grazie a un confronto incrociato tra i fascicoli aperti in Procura per stalking, i carabinieri hanno scoperto che le quattro situazioni avevano un comune denominatore: quello della donna che, al termine di ogni relazione, finiva per rendersi protagonista di atti persecutori nei confronti degli ex compagni.
Questo aveva permesso al giudice di far scattare gli arresti domiciliari perché, come si leggeva nell’ordinanza, «la frequenza e la pertinacia con cui la indagata ha realizzato le condotte vessatorie, e il fatto di averle poste in essere nei confronti di persone diverse, costituisce la univoca dimostrazione che la donna possa reiterare questi comportamenti nei confronti delle stesse vittime o di altre persone che vengano in contatto con lei».
A quanto pare, però, neanche i domiciliari sono serviti per porre un freno alla stalker seriale. Così il giudice non ha potuto fare altro che emettere l’ordinanza di custodia cautelare in carcere. (g.car.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
