Il dolore
Il prete e i parrocchiani acciuffano i due ladri
Due malviventi rubano una borsa in piazza 2 Giugno durante la cena per la festa della Madonna, ma vengono notati dal parroco che dà l'allarme. Poi i ragazzi vittime del furto, insieme alla polizia, rintracciano i due uomini alla ex stazione San Marco grazie alla app del cellulare
LIVORNO. Si sono “auto invitati” alla festa della parrocchia in piazza 2 Giugno. Poi, durante la cena, hanno puntato la borsa di una ragazza che era in compagnia di amici. A un certo punto, approfittando di un momento di distrazione del gruppo, hanno preso la borsa e si sono allontanati cercando di non dare nell’occhio. Ma i due “infiltrati” di nazionalità rumena, di 56 e 60 anni, non avevano fatto i conti con lo sguardo attento del parroco che ha subito allertato i giovani derubati, né con lo stesso gruppo di ragazzi: due adolescenti si sono infatti trasformati in veri e propri detective e, grazie al prezioso aiuto degli agenti di polizia, sono riusciti a rintracciare i due malviventi con la refurtiva nel giro di un’ora.
Succede nella serata di sabato 26 settembre, quando in piazza 2 Giugno si tiene una cena alla quale sono invitati tutti i parrocchiani e i residenti del quartiere. La cena rappresenta l’atto di chiusura delle iniziative proposte dalla chiesa di San Giuseppe in occasione della preghiera della Madonna della Pietà, che aveva vissuto il suo momento più importante con la processione di poche ore prima. Intorno alle 20.30 i fedeli e gli abitanti di San Marco si ritrovano per la cena in piazza. Tra questi c’è anche un gruppo di ragazze e ragazzi che si siedono sulle sedie disposte davanti alla chiesa.
Al tavolo, poco distante da loro, si accomoda invece una persona di nazionalità rumena. I presenti non sospettano certo che, in realtà, l'uomo ha raggiunto piazza 2 Giugno per cercare di mettere a segno il colpo.
La cena prosegue in un clima sereno: c’è spazio anche per i festeggiamenti “anticipati” di qualche giorno per il compleanno del parroco, don Marcio Farias. Nel frattempo, però, il ladro presente all'evento punta la borsa che una ragazza ha lasciato appoggiata su una panca: approfitta di un momento di distrazione del gruppo di giovani per prenderla e darsela a gambe levate in direzione di piazza San Marco, dove viene raggiunto da un complice. I due credono di averla fatta franca, ma non si sono accorti che sono stati notati dallo stesso parroco, che raggiunge i ragazzi e fa notare loro come la borsa sia sparita e come nel contempo il commensale non sia più al tavolo.
Così, verso le 22, arriva la prima telefonata agli agenti di polizia: gli adolescenti spiegano di essere stati vittime del furto di una borsa, all’interno della quale c’erano portafogli e altri oggetti di valore, come cellulari e occhiali, che anche altri ragazzi del gruppo avevano riposto là dentro. Sul posto in pochi minuti arriva una pattuglia della polizia, che però non può fare altro che constatare come dei rumeni non ci sia più alcuna traccia nella zona.
Ma i ragazzi non si lasciano prendere dallo sconforto. Un giovane, in particolare, ha la brillante idea di utilizzare l’applicazione del cellulare che permette di rintracciare lo smartphone smarrito. Alle 23 la seconda chiamata alla polizia: i ragazzi sono riusciti a “scovare” uno dei telefoni nella borsa, l’applicazione lo individua in particolare nella zona della ex stazione San Marco. Ed è qui che si dirigono le vittime del furto insieme agli agenti: da lontano, nell’oscurità, le forze dell’ordine notano due persone. Per avere l’assoluta certezza che si tratti dei due ladri della festa parrocchiale, un ragazzo chiama uno dei cellulari rubati e, con grande sorpresa, scopre che i malviventi non avevano neanche pensato a spegnerlo.
Il telefono squilla, i ladri si accorgono della trappola quando ormai è troppo tardi: vengono subito braccati e fermati dagli agenti di polizia. Una volta identificati, i due uomini di 56 e 60 anni vengono denunciati per furto. L’intervento delle forze dell’ordine ha permesso di recuperare i telefoni e gli altri oggetti di valore contenuti nella borsa, ma non i contanti (circa 100 euro) che forse nel frattempo i due rumeni avevano passato a qualche complice o avevano riposto in qualche nascondiglio.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
