Toscana
Da 83mila euro di utile alla maxi perdita Nel rosso-choc i soldi di Olt e la multa Gse
E pensare che il bilancio preventivo del 2014 figurava un utile di 12mila euro e che l’anno precedente i conti si erano chiusi con un utile di 83mila euro. Chi l’avrebbe detto, allora, che Aamps...
E pensare che il bilancio preventivo del 2014 figurava un utile di 12mila euro e che l’anno precedente i conti si erano chiusi con un utile di 83mila euro. Chi l’avrebbe detto, allora, che Aamps avrebbe chiuso quell’esercizio con 21 milioni di perdite?
Il cratere è talmente grosso che ancora palazzo civico - proprietario di Aamps - non ha approvato il bilancio, nonostante siano passati nove mesi dalla fine dell’anno.
Da cosa derivano quei 21 milioni? Tra le voci principali del rosso-choc spiccano 2.5 milioni di euro che si sono accumulati anno dopo anno per i progetti relativi alla terza linea dell'inceneritore e gli iter autorizzativi. Un'opera che è stata cancellata definitivamente dall'agenda dell'amministrazione Nogarin (oggi tra l'altro la Via, la valutazione d'impatto ambientale è decaduta, e servirebbero nuove autorizzazioni).
Come per la terza linea, anche le altre voci che hanno portato al profondo rosso nascono tutte negli anni precedenti al 2014 e in taluni casi sono riferite addirittura a situazioni vecchie anche di 10 anni.
Nel conto figurano infatti 2.5 milioni per il porta a porta stanziati in compensazione ambientale da Olt: i soldi sono stati messi a bilancio tutti nel 2013, ma finanziariamente erano e sono disponibili a tranche di 500mila euro suddivise per cinque anni. Ci sono poi i 4.5 milioni (intervallo 2003-2010) di quote Cip 6 che Aamps dovrà restituire al Gse, il gestore dei servizi energetici in quanto impropriamente incassati. Si tratta di incentivi per l'energia elettrica prodotta dall'inceneritore.
La sentenza del Tar Lombardia che impone ad Aamps il risarcimento era stata pubblicata nel 2014. L'azienda ha chiesto la sospensiva ed è in attesa di una risposta dal Consiglio di stato, che tuttavia si è già espresso in casi analoghi confermando l'obbligo al risarcimento degli incentivi. Il passo successivo sarà la richiesta di rateizzazione in 10 anni dei 4.5 milioni.
Gli altri 11 che mancano si riferiscono ai famigerati crediti Tia. Anche in questo caso si tratta di una partita vecchia, la cui responsabilità ricade su 11mila utenti morosi - tra famiglie e soprattutto aziende - che hanno accumulato un credito nei confronti di Aamps arrivato a toccare i 28 milioni, di cui 11 dichiarati non recuperabili.
(g.c.)
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