Gioco
Confindustria: e ora da Livorno l’intesa si allarghi a Carrara
Gli industriali labronici e apuani incalzano la Regione «No a La Spezia, meglio un sistema portuale tutto toscano»
LIVORNO. Il sistema portuale toscano deve restare unito: e se l'aggregazione fra Livorno e Piombino ha fatto un passo in avanti con il protocollo che anticipa la riforma della portualità, adesso serve che anche Marina di Carrara entri nell'alleanza così da creare un network toscano. E' quel che chiede la Confindustria con un documento congiunto delle proprie associazioni di Livorno e di Massa Carrara che i presidenti Alberto Ricci (Livorno) e Erich Lucchetti (Massa Carrara) hanno inviato al presidente della Regione Toscana. Lo scopo? L’altolà al l'eventualità che lo scalo apuano possa finire sotto l'ombrello di La Spezia.
A giudizio dei due esponenti confindustriali, un simile scenario rappresenterebbe un aspetto pesantemente negativo per l'economia della nostra regione. A cominciare dalle ripercussioni che scorporare dalla Toscana il porto di Marina di Carrara potrebbe avere dal punto di vista dell'efficacia del sistema di accordi di programma con cui il governo punta a favorire il rilancio socio-economico dei tre territori toscani coinvolti (Livorno, Piombino e Massa Carrara).
Ricci e Lucchetti mettono anche l'accento su un altro aspetto: i retroterra di ciascuno dei tre porti ha caratteristiche tali da essere integrabile con gli altri due, un elemento questo che costituisce un “unicum” nella portualità made in Italy. E' soltanto mantenendo la coesione dei porti toscani all'interno di un unico sistema regionale che, a parere dei due leader confindustriali, si può garantire il consolidamento dei flussi di investimenti già in essere e riuscire ad attirarne di nuovi.
Come dire: il nuovo identikit della portualità nell'era Renzi-Delrio si basa su Autorità di sistema che non guardano solo a quel che avviene sulle banchine, sarebbe assurdo che l'integrazione di sistema saltasse in Toscana dove si è qualche metro avanti agli altri.
La lettera dei vertici confindustriali fa il paio con l'iniziativa che istituzioni e forze sociali del territorio apuano hanno lanciato con una lettera aperta al ministro Delrio: l'hanno firmata i sindaci di Carrara (Zubbani) e di Massa (Volpi) più i vertici della Provincia e della Camera di commercio, oltre al fronte dell'imprenditoria (Confindustria, Api, Cna, Confartigianato, Lega Coop) e ai sindacati (Cgil, Cisl e Uil).
E' una svolta forte rispetto alle tentazioni del passato, quando da Carrara non era mancata l'idea di costruire un feeling con La Spezia, che è pur sempre uno dei più grandi porti italiani. E nemmeno va dimenticato che per lunghi anni, mentre nel Lazio attorno a Civitavecchia si costruiva un sistema regionale, l'aggregazione del sistema toscano era rimasta nient'altro che il marchio delle “Tuscan Port Authorities” per stand da iniziative promozionali o convegni. Stavolta è in gioco qualcosa di ben più rilevante.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
