Gioco
In carcere la stalker seriale che perseguitava gli ex compagni
La 36enne cubana in pochi giorni ha violato più volte la misura degli arresti domiciliari. Dopo l'ennesima fuga e dopo una nuova ordinanza del giudice, i carabinieri l'hanno condotta alle Sughere
LIVORNO. Il giudice l’aveva condannata agli arresti domiciliari sperando così di mettere un freno ai suoi comportamenti violenti nei confronti dei quattro ex compagni. Ma la misura restrittiva non è riuscita a fermare la stalker cubana, che ogni volta, dopo essere stata condotta nella sua abitazione dai carabinieri, finiva per allontanarsi nuovamente da casa. Per questo motivo per la 36enne, dopo l’ennesima violazione, si sono aperte le porte del carcere. Nella serata di venerdì 25 settembre la donna è stata condotta alle Sughere, in seguito all’ordinanza di custodia cautelare emessa dal giudice per le indagini preliminari.
[[atex:gelocal:il-tirreno:livorno:cronaca:1.12136947:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/livorno/cronaca/2015/09/22/news/perseguita-i-quattro-ex-compagni-arrestata-37enne-cubana-1.12136947]]
La donna cubana non era riuscita ad accettare la fine dei propri rapporti sentimentali, intrattenuti con quattro livornesi nell’ultimo anno e in momenti diversi, al punto di perseguitarli danneggiando le loro auto e i loro motorini, ma anche pedinando gli stessi malcapitati offendendoli ad ogni minima occasione. Per questo motivo la 36enne era stata fermata dai carabinieri del nucleo operativo di Livorno.
[[atex:gelocal:il-tirreno:livorno:cronaca:1.12149143:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/livorno/cronaca/2015/09/24/news/esce-dai-domiciliari-per-andare-a-un-corso-nuovo-arresto-per-la-donna-stalker-1.12149143]]
La scoperta dei militari dell'arma sul fatto che i quattro casi di stalking, apparentemente distinti l’uno dall’altro, avevano in realtà il comune denominatore della stessa donna, aveva permesso al giudice di far scattare gli arresti domiciliari perché, come si leggeva nell’ordinanza, “la frequenza e la pertinacia con cui la indagata ha realizzato le condotte vessatorie, e il fatto di averle poste in essere nei confronti di persone diverse, costituisce la univoca dimostrazione che la donna possa reiterare questi comportamenti nei confronti delle stesse vittime o di altre persone che vengano in contatto con lei”
A quanto pare, però, neanche i domiciliari sono serviti per porre un freno agli impulsi aggressivi della stalker seriale. Così il giudice non ha potuto fare altro che emettere l’ordinanza di custodia cautelare in carcere.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
