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Per la festa islamica vuole sacrificare una pecora in casa
Denunciato per ricettazione dai carabinieri un tunisino l’allarme lanciato da un vicino di casa che abita a Shangai
LIVORNO. Per la festa islamica del sacrificio, una delle più importanti per i seguaci di Maometto dopo il Ramadam, era pronto a macellare una pecora nel suo appartamento di via Poerio, nel cuore del quartiere Shangai.
L’uomo, un tunisino che vive da anni in Italia con la famiglia, è finito invece per essere denunciato dai carabinieri per ricettazione visto che non ha saputo spiegare dove e da chi avesse comprato l’animale.
A dare il via agli accertamenti, nella mattinata di mercoledì giorno della ricorrenza, una segnalazione arrivata al comando provinciale dei carabinieri da parte di un vicino di casa dello straniero. «Ho visto portare una pecora nell’appartamento qui accanto - ha detto - credo che la vogliano macellare in casa».
A questo punto i militari hanno chiamato anche i tecnici della Asl 6 specializzati nei controlli sulla provenienza degli animali.
Insieme hanno suonato alla porta dove era stata segnalata la sospetta macellazione non autorizzata. E dietro all’ingresso ecco che è comparsa la pecora, ancora viva e in buona salute.
«L’ho comprata da un amico che abita tra Pistoia e Montecatini», ha spiegato lo straniero quando gli investigatori gli hanno chiesto conto dell’animale.
Ma lo stesso non è riuscito a mostrare i documenti che accertassero il regolare acquisto della pecora che, al contrario è risultata sprovvista di qualsiasi certificato. Ecco perché la prima contestazione che gli è stata fatta è stata quella di ricettazione visto che i carabinieri non sono stati in grado di risalire alla provenienza dell’animale.
Oltre a questa denuncia l’uomo rischia ora anche di dover rispondere della tentata macellazione abusiva.
Spiegano dall’Asl 6: «La persona che abbiamo controllato era in assoluta buona fede e non credeva che il suo comportamento andasse contro la legge».
In effetti, il sacrificio di un animale durante la festa del montone, nel mondo islamico, è assolutamente permesso, anzi. Le famiglie che possono permetterselo sono considerate maggiormente obbedienti e sottomesse a Dio e dunque meritevoli del rispetto della comunità. Dunque si tratta di un rito importante e molto sentito, paragonabile al sacrifico dell’agnello per la Santa Pasqua nel mondo cattolico.
Fatta questa premessa è ovvio che per macellare un animale servono nel nostro ordinamento giuridico permessi e certificati che in questo caso, come detto, erano assolutamente assenti.
Ecco perché oltre alla denuncia è scattato anche il sequestro dell’animale.
Per il momento la pecora è a disposizione dell’autorità giudiziaria ma nei prossimi giorni sarà quasi sicuramente sarà trasferita da un privato che sarà nominato come custode giudiziale.
Il sospetto che hanno anche i carabinieri è ora che, nella giornata di martedì o nei giorni assolutamente precedenti, episodi simili siano accaduti in altre case di Livorno e non solo.
@fedelazzotti
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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