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Livorno

Sanità, «Forse Bacci non ha capito ma l’ospedale resta dov’è»

di Juna Goti
Sanità, «Forse Bacci non ha capito ma l’ospedale resta dov’è»

Livorno: l’assessore Dhimgjini risponde al segretario del Pd e sindaco di Collesalvetti: «Ristrutturiamo viale Alfieri. E non serve che ci dia consigli sulla concertazione»

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LIVORNO. «Forse Bacci non ha capito: l’ospedale resta dov’è, sul viale Alfieri». L’assessore al sociale, Ina Dhimgjini, alza il telefono appena letta l’intervista sul Tirreno al segretario del Pd e sindaco di Collesalvetti, Lorenzo Bacci. Ancora non è chiaro quale sarà il progetto per l’ospedale e la sanità livornesi: si sa solo che anche Regione e Asl hanno preso formalmente atto del no a Montenero e che il Comune a 5 Stelle vuole ristrutturare i vecchi padiglioni. Ma intanto Dhimgjini scuote la testa di fronte alla mano tesa da Colle.

Assessore, Bacci ha detto che la ristrutturazione dei vecchi padiglioni non è fattibile, sia economicamente che a livello di vincoli. E ha lanciato un appello al Comune a 5 Stelle: fare un nuovo ospedale in un’area diversa da Montenero, da decidere insieme. Cosa risponde?

«Intanto non può essere lui a dire cosa è possibile fare e cosa no. Anche per la ristrutturazione ci sono studi di fattibilità, conferenze dei servizi e tavoli che stiamo portando avanti. Un’ipotesi è sempre valutabile alla luce dei dati oggettivi: ci stanno lavorando i professionisti, non può dire no a priori».

Ok, ma cosa gli risponde sull’ipotesi di un’area alternativa?

«Guardi, non merita neanche una risposta. Mi dispiace che Bacci sia rimasto indietro: non ha capito che l’ospedale non si fa a Montenero e si fa sul viale Alfieri, dove è già? È un bel po’ di tempo che ci lavoriamo, non siamo degli improvvisi».

Ma davvero volete ristrutturare, punto? I soldi ci sono? Quanti ne servono? Perché per ora nel verbale siglato a Firenze con Asl e Regione si parla di “possibili nuovi accordi”

«Intanto i soldi non c’erano neanche nel vecchio accordo di programma».

Ma erano stati presi impegni chiari

«Quei soldi c’erano solo sulla carta. Comunque ora mandiamo avanti il percorso partecipativo, che per noi è iniziato già un anno e mezzo fa. Il 2 settembre il sindaco e io abbiamo inviato anche una missiva agli infermieri, ai dirigenti Asl, a tutti i direttori dei vari dipartimenti, insomma agli operatori. Molti hanno risposto ringraziandoci».

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Cosa avete scritto?

«Che crediamo che su un tema come quello della sanità sia fondamentale una partecipazione che coinvolga tutti e crei sinergia tra istituzioni, dipendenti Asl e cittadinanza. Il percorso è aperto: da assessore alla sanità vorrei parlare della possibilità di fare in quell’area una Rsa, di come ridurre le liste di attesa o di come coinvolgere meglio i medici di medicina generale. Insomma, un percorso che serva a mantenere l’eccellenza del nostro ospedale. Quando Bacci dice che stiamo costringendo i pazienti ad andare altrove non dice la verità, perché le persone scelgono di andare dove ci sono operatori bravi, non in base alla struttura che piace di più. Non è certo lui a doverci consigliare l’attività di concertazione, abbiamo ben presente in quale senso andare. Se poi anche lui vuole essere un suggeritore, sarà ascoltato, la sanità è di tutti».

Ma al di là della lettera, quale sarebbe il percorso di confronto aperto in città? In consiglio comunale le opposizioni hanno lamentato silenzio e mancata partecipazione

«Non è così. Prima di inviare la lettera abbiamo incontrato i medici di medicina generale (a maggio ad esempio li abbiamo ricevuti perché con la riforma sanitaria dovremo fare un percorso nuovo), siamo stati moltissime volte a parlare con i dirigenti Asl. In questo anno e mezzo abbiamo avuto tantissimi confronti e porteremo tutto nelle commissioni sanità e urbanistica, oltre che sui tavoli appositi. Quanto invece agli altri Comuni, ci confrontiamo nella conferenza dei sindaci».

Che però praticamente non si riunisce da gennaio: gli amministratori della provincia si sono lamentati della mancata partecipazione sul tema ospedale

«Il sindaco ha fornito anche un elenco dettagliato di quante volte la commissione si è riunita con Nogarin e quante con Cosimi: ovviamente di più con Nogarin. Il problema è semmai che non sempre tutti i sindaci sono venuti: anche l’ultima volta, lunedì, non abbiamo raggiunto il quorum e abbiamo potuto fare solo l’esecutivo. Comunque il tema ospedale è stato ripreso più volte dal sindaco».

Assessore però non mi ha risposto: l’intenzione è di ristrutturare, punto?

«Sì. Il 23 ottobre torneremo in Regione: l’assessore all’urbanistica, Alessandro Aurigi, sta lavorando a una serie di ipotesi (è in contatto anche con la Soprintendenza per i vincoli di cui ha già parlato in consiglio, ovvero l’impossibilità di abbattere i padiglioni quarto, quinto e sesto), nel frattempo anche la Asl sta formulando le sue. Per ora posso solo dire che porteremo al tavolo con la Regione il contenuto, ciò che vorremmo all’interno dell’ospedale. Integrandolo con la concertazione che stiamo facendo».

Nessuna ipotesi di nuovi blocchi, ad esempio all’ex Pirelli?

«Ripeto, l’assessore Aurigi sta lavorando a varie ipotesi. Comunque stiamo prendendo in considerazione le aree vicine per i servizi, non per un nuovo ospedale».

Bacci ha lanciato anche un sos: se non ci sbrighiamo rischiamo di diventare maglia nera, non solo in Toscana...

«La sanità livornese non è mai stata maglia nera. Se si vogliono agitare queste parole per arrivare a parlare di Pisa, pensando così di fare spavento, non è corretto per i moltissimi professionisti che lavorano qui. Se invece si riferisce a liste di attesa o ad altri problemi simili, ci sono anche nei nuovi ospedali che hanno seguito il modello del Project financing. Ricordo i topi trovati poche settimane fa nel presidio di Massa... Lo ripeto al segretario del Pd: noi vogliamo valorizzare la sanità livornese».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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